Dopo la rovinosa frana di materiale fecale che si è abbattuta sulla mia vita, finalmente torno a scrivere. Ho un dente in meno, e quella gran puttana della fatina non si è degnata manco di portarmi due spicci per la questua della Messa domenicale. Stamattina mi sono svegliata con una gran voglia di andare al mare a schiacciare i ricci col culo, piuttosto che mettermi al PC a lavorare. Sì, anche se piove e tira vento.
Nel frattempo nel mondo è successo di tutto, pure i gatti volevano manifestare tanto erano pompati dai servizi del TG: "Soyez réalistes, demandez le pâtée" .
Da un giorno all'altro mi ha chiamato il capo nel suo ufficio e, con grande orgoglio, mi ha annunciato che mi sposteranno su un'altra commessa: mi hanno aperto una cartella nuova in rete, mi hanno dato dei fogli in mano, una tizia da affiancare e mi hanno detto: "Vai serena". Ma noi si sa che brutta fine ha fatto Serena. Quasi peggio di Tranquillo.
La tizia arrivata il giorno dopo l'estrazione dentale si è sorbettata le mie sputazze e l'alito fetido. Io parlavo a stento dal dolore e, a un certo punto, ho seriamente valutato di voler morire.
Per ora mi fermo qui. Devo lavorare.