L'imperatore (parte I)

scritto da Gizzzfil
Scritto 5 anni fa • Pubblicato 5 anni fa • Revisionato 5 anni fa
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Questa è una riscrittura in chiave poetica del mio racconto "L'Imperatore" il quale, a mio malgrado, non ha ottenuto la visibilità che mi avrei voluto.
- Nota dell'autore Gizzzfil

Testo: L'imperatore (parte I)
di Gizzzfil


Quale destino infimo all’Imperatore,
colui il quale regna vasti mondi
con la sua armatura,
che infrange i cuori dei
suoi avversari,
si potrà mai abbattere
su questo essere
la cui aspirazione più alta,
non è altrimenti se non la morte?

Forza, cinismo. Ascolto, apatia.
Tanti altri termini possono
descriverlo al meglio,
una creatura tanto mostruosa
e bastarda come l’Imperatore.
L’amore non è contemplato
nei suoi ricordi.

I mandorli,
fiori tanto bianchi quanto
magnifici.
L’unica cosa che possa attirare
All’attenzione del potente
Imperatore.
L’unico amore mai provato,
quello di un fiore quanto strano
possa essere, era qualcosa che scaldava
il cuore.

Odio,
paura e sofferenza.
Altri fiori per Lui non esistono.
Nutrendosene è diventato una bestia
affamata.
La sua spada è ancora più assetata del
padrone.
Quali avversità, dolore e sofferenza,
ti recheranno nella tua novella vita?

Nella sua sofferenza,
vi è nascosto un segreto.
Un potere cui gli uomini e le donne
non potranno mai pensare l’esistenza
di qualcosa di così cupo.
Un lago nero pece ci si tuffò anni or ‘sono,
un fondale mistico quale non è altrimenti
se non una porta verso un potere
da far paura a qualunque Dio.

Nessuna avversità
è mai abbastanza forte da abbatterlo.
Nessun’arma,
Dei a volontà, ma nessuno
e dico nessuno è in grado
di ammazzare l’Imperatore.
Tanta velocità da uccidere
un’aquila in picchiata.
Non esiste un solo essere che
possa minimamente alzarsi dinanzi
a Lui.

Quali giorni bui,
incontrando tanta oscurità
quanta nel cuore che hai deciso
di seppellire.

Sofferenza e odio,
Tu hai deciso di entrare in quella
porta sotto al fondale di quel brodo
primordiale,
Tu hai deciso di entrare nella
Sfera dei potenti,
Tu hai deciso di importi nuovo
Dio.

Natura e morte,
cosa ti ha spinto ad amare
qualcosa che non si muove?
Un fiore del mandorlo,
quanto bello appaia, potrà mai
appagarti dell’essere nato Uomo?

Vita e sofferenza,
quel puro, quei cinque volti,
non fanno altro che tremare
la terra per la loro bellezza.
Altro essere non sarà mai tanto
luminoso.
Di fronte al mandorlo
Non riesco ad alzarmi.

Sangue,
solo sangue calpesterò,
come il più crudele dei destini.
Mi ciberò di tutti quelli che
Andranno contro l’Imperatore.
L'imperatore (parte I) testo di Gizzzfil
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