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Fossi stato laggiù,
in quel tempo detto d'oro
non sarei stato con Platone
nè tantomeno con Aristotele
nè avrei corso dietro a Socrate
attaccato com'era alla gonne di Aspasia
che gli spiegava come tirar fuori le cose.
Non sarei stato
né con Stato, né con Religione
Sarei stato con Epicuro
con Diogene di Enaonda
e più tardi avrei forse servito
anche Plotina
e fatto da scriba a Lucrezio.
Di tanto in tanto
sarei andato a cavallo in Scizia
per imparare a tirar d'arco
e ricordare chi viene prima
chi sempre deve essere rispettato.
Avrei sbugiardato Esiodo
e quello schifo di mito di Pandora.
Creato per condannare definitivamente
le donne di tutto il mondo
che di fatto erano già in prigione
nelle bianche case delle polis
così come nei regni lontani
così come nelle terre d'oriente
dove comadavano scimitarre avvelenate.
Avrei detto a dotti di vario stampo
siete solo padroni possessori
mascherati da saccenti parolieri
Sarei andato a Sparta
sperando concedessero
libertà alle donne
anche in età da marito.
Avrei accolto
insieme ad Epicuro e Metrodoro
schiavi e schiave, onesti e oneste
e avrei praticato
libera ricerca
passeggiando in un giardino fiorito
alle porte di Atene.
Zappando orti e fossi
praticando amore e pensiero
liberamente, rispettosamente
esercitando assenza di possesso.
Si, allora mi sarei sentito
un'ape immersa nella polvere
ma anche in un miele dorato.