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Si era nascosta sulle sue rocce, in quel paese che l’aveva vista crescere. Se n’era andata a vent’anni per cercare il suo posto nel mondo, dopo un’adolescenza inquieta. Ora tornava per ritrovarsi, solo una parentesi, non sapeva ancora quanto sarebbe durata.
Aveva un posto speciale dove rifugiarsi, su quell’altura aspra che guardava la valle, lì si era riconciliata con Marco dopo una lite furibonda. Erano volate parole pesanti, lei era scappata nell’unico posto dove si sentiva ancora a casa. Le sue rocce l’avevano accolta, premurose. Per un po' aveva trovato quel conforto che cercava, poi lui l’aveva raggiunta: l’aveva sentito arrivare alle spalle, le aveva accarezzato i capelli con tenerezza, lei si era voltata e questo era bastato per ritrovarsi.
Guardava davanti a sé, la vallata profumava di vento, sentiva la dolcezza dell’aria sul viso, soltanto fra quelle rocce la solitudine che in certi momenti la opprimeva diventava una presenza confortante. Era come se quel posto conservasse in sé tutto l’amore che si erano dati, lei e Marco, e glielo riconsegnasse, pulito e vero com’era sempre stato.
“Mi piace qui, ti somiglia”. Le baciava gli occhi, mentre lo diceva. Gli piaceva baciarle gli occhi, sussurrarle parole d’amore mentre li chiudeva. Era dolce, Marco.
D’estate la montagna restituiva il sole che aveva rubato all’inverno, Marco adorava passeggiare fra quei sentieri quando il tempo era bello, con il sole che bruciava le labbra. “Dovresti proteggere le labbra!", lui scuoteva la testa: “Basta che tu le baci e guariscono” diceva, mentre le mani cercavano il suo viso.
Non era previsto, nessun presentimento, nessun preavviso eppure il suo sogno si era sgretolato su quelle stradine tortuose in una mattina di vento gelido come tante altre. Per un attimo, aveva sentito un brivido sulla pelle, e poi più nulla.
Marco non c’era più.
Chiuse gli occhi, non c’era nessuno con lei, la montagna si teneva in disparte. All’improvviso sentì le sue labbra sfiorarle la bocca con un bacio. Tristemente.