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Trova il fiume
R.E.M., Find the river
("ogni traduzione è un tradimento")
(Stringi il volante nel traffico dei giorni che precedono il Natale e vedi solo luci rosse immobili davanti a te. Devi fare mille cose e tutto è fermo. Il mondo inscatolato in queste macchine. Impacchettata anche tu, come tutti.
Hai un’alternativa?
No.
Quali pensieri vuoi rincorrere adesso che non puoi fare altro che aspettare un altro verde, un altro rosso, un altro verde e un altro rosso?
Hai mille cose da fare.
Tutti hanno mille cose da fare, chi ti credi di essere?
Stai buona e aspetta.
Non pensare a niente.
Accendi la radio e spera in una bella canzone, è meglio.)
Hey, senti adesso, piccola testa schizzata: la lettura del tachimetro dice che devi andare a fare il tuo dovere in città, dove la gente annega e annaspa, dove la gente è schiava. Quindi su, non rallentare, non essere timida: l’hai voluta e te la sei meritata questa vitaccia.
Non ti pare una ricompensa tutto questo correre? dici di no?
Su, avanti,
hai ancora qualche anno luce da percorrere.
(Ma ascoltami due minuti, tre al massimo. Presta attenzione a questa canzone, lasciati portare via. Solo due minuti, tre al massimo. Alza il volume, non tanto, quanto basta per avvolgere di musica te e il sedile su cui stai seduta. Sei pronta? Via!)
Invece io, io e i miei pensieri siamo uno spargimento di fiori
nel pieno di una tempesta oceanica,
una luna di corbezzolo cinese (te la immagini? hai mai visto il corbezzolo cinese? guardane uno rosso e arancione, guardalo da vicino, ingrandisci l’immagine. La vedi la luna?)
adesso però io devo andarmene per trovare la mia via
e guardo la strada e memorizzo
- è importante ricordare? -
tutta questa vita che è passata davanti ai miei occhi e
e niente sta andando a modo mio
niente
Ma poi mi fermo e penso
(musica)
l’oceano è l’obiettivo del fiume
il bisogno di andarsene, di correre via, l’acqua lo conosce
e siamo più vicini adesso (all’oceano, intendo)
che anni luce da percorrere
(pare un’ovvietà, ma fa paura, vero?, no, non aver paura)
(Canta. Adesso.)
devo trovare il fiume, devo trovare il fiume dentro di me
bergamotto e vetiver (sono nomi che fanno un po’ ridere, lo so, ma tu annusali questi profumi semplici, sono i profumi della vita di tutti i giorni) corrono attraverso la mia testa e cadono via, lontano
lascia la strada e memorizza, sforzati di ricordare
- è importante ricordare -
questa è la vita che passa davanti ai miei occhi
e niente sta andando a modo mio
(niente)
(musica, ascolta, la musica ti può salvare a volte)
non c’è più nessuno al comando,
ma io te lo dico e tu lo puoi vedere:
siamo più vicini ora all’oceano che anni luce da percorrere
(ed è dolce, è confortante, non credi?)
prendi su tutto quello che hai raccolto e adesso cavalca l’onda,
il fiume si svuota con la marea
precipita nell’oceano
è dolce, sì
Ecco
(canta, canta ancora. Adesso. Alza la voce)
il fiume arriva all’oceano
e per la corrente questa è una fortuna, capisci?
Nemmeno una cosa sta andando a modo mio,
e va bene così
non c’è più niente da buttare:
zenzero, limone, indaco
stelo di coriandolo e rosa di fieno
non c’è più niente da buttare,
tutto è alle spalle adesso,
(sono isole nell’oceano queste note di pianoforte)
scavalca tutto e cancella la forza e il coraggio, non servono,
davvero,
lascia andare
Lo senti il poeta? I suoi occhi privilegiati e stanchi
(sei tu il poeta, lo sai?)
cercano purezza
(Quanti poeti hanno scritto di fiumi?
Ti ricordi quello che era tutto purezza?
Semplice purezza, senti queste note di pianoforte?)
Salta su qui e cavalca l’onda adesso
il fiume si svuota alla marea
tutto questo sta per andare come vuoi tu
come vuoi tu.
(Quello vicino suona il clacson con violenza.
Hai la strada libera davanti a te, vai o no? Guarda che ti taglio la strada e passo io!
Cavoli.
Quello sta per insultarti.
Alzi la mano per scusarti, mentre le tue labbra sillabano “Scusa”e sorridi impacciata.
Allora anche lui alza la mano e sorride, per fortuna.
Riparti, tra poco le cose da fare saranno novecentonovantanove.)