Contenuti per adulti
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Mantenersi in piedi, perpendicolari alla terra, è la nuova challenge,
tic tac, tic tac, se il tempo sgarra, oltre i 60 seconds, sei out come Assange
e non ti likkano e non ti filano e non ti inseguono: il Covid insegna, se non sei virale
sei un parassita, un succhiatore di silicio assetato di collagene, un solitario frattale.
Mantenersi in piedi, fin tanto che la Terra ruota attorno al proprio asse
sembra al giorno d’oggi una performance mozzafiato, un tocco di classe.
Neanche camminassimo sul filo teso della vita, ad altezza di vertigine,
in ricerca ossessiva di funambolikki, il volto bollato dall’impertigine,
svanendo e sorgendo, spengo e riaccendo, quasi fosse una moina degli Orfei
o una carineria iperbolica messa a punto in 4,57 Ga dal circolo du Soleil.
Per molti, mantenersi in piedi perpendicolari alla terra, in questa epoca in wars,
non è una challenge di facciata. Il battito dei loro cuori comunica in codice morse,
i muscoli cardiaci non parlano in bit, non funzionano più adeguatamente con i 5G,
hanno bisogno di AeQuilibrium, di un ridotto contenuto di prassi, che ad obbedì
alla cieca, a tutti questi live da smargiassi, si finisce per credere che la vita reale
sia custodita in un finto reality show girato in una location di mediocriticità artificiale.