Avevo appena finito di leggere di quello strano omicidio sulla Gazzetta ed ero rimasto inorridito.
Normalmente non avrei dato tanta importanza ad un delitto di quel tipo, ma questo caso era differente.
molto differente
Proprio il giorno prima ero passato davanti alla fontanella Nasello in piazza Erbe.
Quanti ricordi mi legavano a quella scultura! Quante volte mi aveva dissetato nei pomeriggi torridi di estati lontane e quante volte avevo provato ribrezzo alla vista del sudiciume attorno alle narici di quel volto.
E poi... c'era stato il fattaccio! Qualche settimana prima la scultura era stata completamente distrutta a picconate. Il colpevole non era ancora stato trovato ma il danno ormai era fatto. Il Comune che sapeva quanto i cittadini tenessero alla fontana aveva subito indetto una gara d’appalto fra tutti gli scultori mantovani.
Era stata vinta da un artista di provincia presentando, a quanto pare, un preventivo davvero irrisorio. In men che non si dica venne dato il via ai lavori.
Ma le cose non furono cosi’ veloci come tutti avrebbero voluto.
Dopo due settimane nessuno si era ancora presentato sul posto, ne’ erano stati portati macchinari che indicassero dei lavori in corso. Avevano solo messo un insignificante nastro bicolore che recintava l’angolo della fontanella.
Nemmeno lo scultore vi si recava. Lo si vedeva passeggiare sotto i portici, in completa solitudine, con quell'orrendo cappello nero ed un soprabito scuro che gli arrivava sino ai piedi. Camminava e guardava la gente, con occhi vitrei ed inquietanti che sembravano sempre alla ricerca di qualcosa.
A volte sorrideva tra sé, mostrando i denti guasti ai passanti. Si cominciò a pensare che fosse un po' matto e la gente cercava di evitarlo.
Quando avevano tutti cominciato a perdere le speranze di rivedere la fontanella, in una sola notte venne ricostruita e, strano a dirsi, nessuno rimase deluso.
Il volto scolpito era decisamente differente dall'originale. Sembrava più moderno, più realistico, ma la fontanella non stonava affatto accanto alla Rotonda.
Il giorno dell’inaugurazione ci fu una vera e propria festa.
Allo scultore furono consegnate le chiavi della città e fu aperto l’impianto. Questa volta, oltre che dalle narici, l’acqua usciva anche dalla bocca, ma la cosa più importante fu che finalmente il muschio verde e viscido della vecchia fontanella era sparito. Si poteva bere in tutta tranquillità.
Ci sentivamo come fossimo tornati fanciulli: la gente si lavava il viso lasciando scorrere l’acqua sul collo e sui vestiti. I bambini si innaffiavano vicendevolmente, urlando per la gioia. Anch'io mi sentivo soddisfatto: avevo bevuto più di quanto volessi bere e mi ero bagnato i capelli, per godere di quel refrigerio il più a lungo possibile. Ci sentivamo tutti un po’ eccitati ed artefici di quel lavoro.
Inconsciamente avevamo eretto la fontanella quale simbolo della nostra comunità.
Nessuno poteva immaginare di quale macabro festino quell'uomo ci stava rendendo partecipi.
Cercai di scacciare quei ricordi dalla mente.
Guardai la foto accanto all'articolo, sempre più schifato.
Sentivo i capelli limacciosi, il viso sudicio e la gola stretta da un nodo velenoso. In bocca la saliva si era addensata sulla lingua e rilasciava un viscido sapore salino. Respiravo a fatica.
Chiusi gli occhi e ripensai allo strano scultore.
Ora capivo l’estrema celerità con la quale l’uomo aveva creato la fontana.
Ora capivo perché aveva passato settimane girando per la città guardando la gente con fare interessato.
Non cercava qualcosa, ma qualcuno.
Rimirai agghiacciato l'articolo e la foto di quei poliziotti attorno ad un cadavere decapitato, di cui ancora non avevano trovato la testa.
Sono passati cinque anni e nessuno ancora ha detto nulla.
La fontanella è sempre là, in piazza Erbe a Mantova, e chissà se qualcuno si ricorda che, il giorno dell’inaugurazione, lo strano scultore fu l’unico a non bere.
Dadicato alla fontanella “Nasello” in piazza Erbe e al suo misterioso autore.
La fontana Nasello testo di Indiana