Racconti della ginestra 6: una corda di chitarra

scritto da betty
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Testo: Racconti della ginestra 6: una corda di chitarra
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Una corda di chitarra



L'aveva sempre vista lì. Sopra il vecchio camino dismesso in cantina. La prima volta, doveva avere sui 4/5 anni. Aveva avuto paura perché nella semi-oscurità di una lampadina economica, aveva quasi la forma di una donna, con le sue curve marcate: un busto e dei fianchi rotondi ... e il resto nell'oscurità in mezzo a cianfrusaglie.
Lucia, sua sorella più grande di 5 anni, lo aveva rassicurato: “Dai ...è una chitarra, Andrea!!”.
Erano scesi in cantina per prendere dei vecchi giocattoli di Lucia, che avrebbero fatto comodo a lui, ora che cominciava a interessarsi a giochi più complessi.
Il tempo era passato. Ora aveva compiuto 16 anni, il 23 settembre del 1995. Era un bell’adolescente alto e muscoloso. Studiava pianoforte da alcuni anni. Insieme alle ore di studio del solfeggio, aveva imparato già molti pezzi classici a memoria: la marcia turca di Mozart, tristezza di Chopin e molti altri...
Gli piaceva la musica, ma avrebbe voluto, ogni tanto, suonare musica moderna con i suoi amici. E questo era quasi impossibile: non poteva spostarsi con un pianoforte! E la sua stanza era troppo piccola per accogliere tutti i suoi amici.
Cominciò a pensare alla possibilità di imparare a suonare un altro strumento, meno ingombrante. Non poteva chiedere ai suoi l'acquisto di uno strumento nuovo. Sapeva quante difficoltà aveva la sua famiglia, da quando la mamma aveva perso il lavoro e dovevano vivere con il solo stipendio del babbo che, anche se di buon livello, non permetteva loro spese fuori controllo....
Così, si ricordò della vecchia chitarra in cantina. Avrebbe preferito una chitarra elettrica ma, per esercitarsi, andava bene anche questa...
Era sempre lì con le sue linee conturbanti. La prese e pizzicò le corde. Il suono era buono, nonostante la mancanza di accordatura. Notò subito che mancava una corda, quella dei suoni bassi e la vernice della cassa era un po'opaca. “Beh! pensò, farò rimettere una corda, oppure se non costa troppo per la mia paghetta, le cambierò tutte e farò lucidare il legno che mi sembra buono”.
Risalì su in casa. Aspettò la mamma che era uscita a fare la spesa, finì anche di studiare le lezioni per la scuola del giorno dopo e si mise al pianoforte. Dopo un po', impaziente, chiamò la mamma col telefono di casa :”Quando ritorni Ma?” “Arrivo!” rispose la voce allegra della mamma dal suo microscopico telefonino. Tornò infatti subito. La assalì: “Ma!, posso prendere la chitarra in cantina?.” “Beh...Sarà da mettere a posto” rispose la madre.
“Ci penso io, Ma, non ti preoccupare, lo zio di Fabrizio fa il liutaio, gliela porto ed è bell’e fatto, ma... dimmi Ma, di chi era questo strumento? Nessuno di voi suona la chitarra?”
“Oh! è una storia di molti anni fa, ero appena sposata col babbo e mi venne voglia di imparare a suonare. Sai allora quasi tutti i giovani suonavano, specie d'estate sulla spiaggia davanti al fuoco acceso...insomma trovai questa chitarra da un vecchio rigattiere per pochi soldi, mi ero promessa di farla accomodare perché mancava una corda, purtroppo non ho mai imparato a suonarla, non ebbi tempo, perché nacque tua sorella, poi te, poi il lavoro... la casa, insomma è rimasta lì. Poi l'ho messa in cantina quando abbiamo comprato questa nostra vecchia casa, perché non volevo venderla o buttarla, era un caro ricordo dei miei sogni. Tutto sommato, sono contenta se la pigli tu. Ma sai, non ne conosco la provenienza. Dai rigattieri, c'è di tutto. Quando muoiono delle persone, gli eredi si spartiscono tutto ... gli oggetti più preziosi se li prendono o finiscono dagli antiquari, se sono mobili di pregio, se no dai robivecchi. Poi comprati per pochi soldi rivenduti ancora e ancora... girano i mercatini... Col babbo, ci piaceva andare nei mercatini allora e scovare oggetti interessanti e cosi si trovò questo rigattiere....” “Ok! affare fatto, grazie Ma!”
E cosi Andrea andò dal liutaio con la chitarra infilata in una custodia provvisoria di tela.
“Bella ! fece il liutaio, anche se tenuta male è uno strumento valido, è una chitarra spagnola del secolo scorso. Rimessa come si deve, tu potrai farti le dita prima di comprarti una chitarra come piace a te...”
Si misero d'accordo sul prezzo del lavoro: glielo faceva pagare a rate (!!) e sui tempi di consegna: fra due settimane... aveva molto da fare con i “veri” musicisti, cosi chiamava i professionisti.
Andrea aspettò con poca pazienza. Non vedeva l'ora di iniziare a suonare, si era comprato l'ultimo libro del metodo Xx in voga.
Finalmente andò a ritirare la chitarra dal liutaio. Era bellissima, il legno lucidato e incerato, con tutte le sue sei corde tirate colla tensione giusta “mi si sol re la mi” dalla più acuta alla più grave, quella per l'appunto che mancava prima...
Il liutaio aveva un'aria seria ed era un po'imbarazzato.
“Senti Andrea, come avete avuto questo strumento?” Andrea raccontò brevemente la storia della mamma.
“ Sai perché te lo chiedo ? Ho dovuto aprirla per verificare e pulire la cassa armonica e all'interno, ho trovato un documento piegato e incastrato bene sotto le due assicelle di legno. L'ho letto perché pensavo ci fossero indicazioni sullo strumento ...invece.... te lo do e vedi con tua madre cosa fare...”
Appena tornato a casa, Andrea aprì il foglio e lesse questa lettera :
“Questa é la mia confessione.
Oggi 10 gennaio 1856, ho ucciso mia moglie, mi tradiva e non potevo sopportarlo. E uscita stamattina in carrozza per andare, diceva, da sua madre. Ha dato permesso di un giorno a tutta la servitù. La casa era vuota e silenziosa. Quando sono tornato dal lavoro in azienda, ho deciso che era il giorno giusto per punirla. Eravamo sposati da due anni. Non mi amava. Il nostro era un matrimonio di interesse. Suo padre e il mio si erano messi d'accordo. Il mio avrebbe aiutato il suo nei suoi affari commerciali con le ditte che conosceva bene e con le quali lavorava e poteva garantire per il consuocero, e il suo avrebbe fornito i fondi necessari a ristabilire credibilità alla nostra azienda. Quando l'ho visto la prima volta, mi sono innamorato: era bella con i lineamenti molto delicati, ma lei non mi amava... ho fatto di tutto per compiacerla. Aveva solo da chiedere e cercavo di darle subito soddisfazione.
Un giorno, ha espresso il desiderio di imparare a suonare la chitarra. Gliel'ho comprata subito. Per un certo tempo, l'ho accompagnata alla scuola di musica in centro, poi ha detto che forse sarebbe stato meglio avere un insegnante a casa... ho acconsentito. Ha detto che aveva conosciuto a scuola un bravissimo musicista che sarebbe stato disposto a venire il pomeriggio un'ora. E cosi è iniziato il mio calvario... fin dalle prime “lezioni” capii che non avrebbe imparato a suonare la chitarra. Sentii una volta, tornato a casa per caso, senza avvertire preventivamente, che ridevano e si baciavano senza ritegno nella nostra camera da letto...
E tornata a casa alle 16. Ho preso la chitarra. Ho strappato la corda più grossa e l'ho strangolata. Eccoli là, lei e la sua chitarra... insieme...
Ora giustizia è fatta. Prima che la trovino i servitori, passerà la notte. Verranno domattina. Sua madre non si sposta perché è invalida. Questo messaggio, che scrivo per scaricare la tensione, sarà nascosto bene e difficile da ritrovare . Ho tutto il tempo per decidere cosa fare. Farmi arrestare e passare il resto della mia vita in prigione, non è quello che voglio. Fuggire ed essere ricercato a vita, non è neanche la fine che voglio fare. Non c'è dunque altro da fare...”





febbraio 2016
Racconti della ginestra 6: una corda di chitarra testo di betty
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