Il pino.

scritto da Raffaele57
Scritto 2 anni fa • Pubblicato 2 anni fa • Revisionato 2 anni fa
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Autore del testo Raffaele57

Testo: Il pino.
di Raffaele57

Il pino.
Quel pino in fondo alla strada andava abbattuto, peccato che fosse lì da oltre un secolo quando tutto intorno non c’erano palazzine e strade asfaltate, ma solo alberi, cespugli, campi da arare e un sentiero dove transitavano carretti, muli e contadini. In pochi decenni quella campagna alla periferia della città era diventato un quartiere rinomato dove alloggiavano famiglie facoltose della città. Il pino andava abbattuto nonostante la contrarietà degli ambientalisti e di molti cittadini, ma il comune sollecitato dai residenti aveva emesso la sentenza.
Quel pino impediva il transito di auto e motorini perché le radici, come tentacoli, aveva provocato lo smottamento del manto stradale e chi abitava lì, temeva che le radici potessero insidiare le fondamenta delle palazzine.
Quella mattina in cui arrivò la ruspa, Antonio si arrampicò sull’albero e non intendeva scendere. I vigili, gli operai e il sindaco provarono a convincerlo ma invano, Antonio era deciso a difendere il pino a cui era legato sentimentalmente. Lui ottantenne era uno dei pochi contadini rimasto nella zona. Non aveva ceduto alle lusinghe dei costruttori subendo le critiche dei figli che avrebbero voluto concedere il permesso di edificare ottenendo in cambio soldi e appartamenti.
“pà cosa ci guadagni con quel terreno, sei rimasto solo tu a zappare per poche lire, l’ingegnere ha promesso appartamenti e un bel conto in banca” gridavano i figli disperati, ma lui ribatteva che sino a quando campava il terreno non lo avrebbe venduto.
Antonio era legato a quel pino perché era lì che s’incontrava col suo amore Teresa, ed era lì che andava a giocare da bambino e fra quei sentieri il nonno e poi suo padre conducevano il raccolto da vendere al mercato e sempre lì in estate, all’ombra del pino i ragazzi si conoscevano e si fidanzavano.
NO, non intendeva scendere dal pino, “quest’albero è qui da più di un secolo e voi tutti siete degli abusivi, dei criminali, non avete rispetto della natura degli animali “ gridava a squarciagola indicando le miriade di palazzine disseminate lungo la strada come funghi velenosi.
Ormai il suo amore Teresa era morta anni fa e non gli restava che aspettare la sua ora e quel pino era tutto quello che gli restava, più dei figli che lo avevano tradito.
Restò tutto il giorno e la notte arrampicato su quel pino e vennero giornalisti, il prete, curiosi e gli ambientalisti a sostenere la sua protesta, ma l’età, gli acciacchi e la notte passata lassù fra i rami lo costrinsero a cedere quando i vigili del fuoco con la gru si arrampicarono e con le buone e le cattive lo trascinarono giù. Il pino fu estirpato dalla terra e Antonio non sopravvisse a lungo a tanto dolore.
Il pino. testo di Raffaele57
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