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Pioveva il cielo, e piangeva con me,
tra lampi brevi e nuvole di piombo;
tremava il cuore come nido fecondo
d' un tuono che non sa perchè lo è.
Ma fu un sogno: un chiarore lento apparve,
tra l' aria accesa e l' umido silenzio;
la pioggia si fè, ala, il pianto incenso,
e il mondo parve un giardino che s' aprì.
( Alla meraviglia d' un eterno splendor. )
Una fanciulla corse, era mattino,
con mani piccole di luce e pace:
parlava piano e il vento non l' udì.
Cadde una lacrima sul suo cammino;
la sfiorai - e promisi, - e il cor capì
che l' eterno è un addio che mai disface.
( un addio che è un arrivederci; un addio che non disfà
l' unione eterna tra due luci, che si ritrovano in corpi
diversi, vita dopo vita; due anime che pur dimentiche
si riconoscono tra milioni di anime, nonostante il corpo non sia
più lo stesso: un'attrazione fatale che fa fiorire l' incanto
in un giardino diverso, ma sempre pieno di colori e di profumi. )