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Ti ho rivisto.
E per un attimo
non era passato un giorno.
Eravamo ancora noi,
tra le chiacchiere leggere
e quel silenzio che parlava troppo.
Le tue mani sfioravano le mie
come se sapessero la strada,
come se il tempo
non avesse mai avuto il coraggio
di dividerci davvero.
Ho letto i tuoi occhi.
Erano tristi come i miei.
Occhi che non vogliono essere notati,
ma che implorano di essere visti.
E io ti ho visto.
Ancora.
Mi sono appoggiata a te,
per un istante,
come si torna a casa.
E casa eri tu,
forse lo sei sempre stato,
anche se io ho aperto la porta
e sono uscita.
Ti ho chiesto:
"Mi senti ancora?"
E tu hai detto sì.
Sì.
E quel sì,
era il nostro addio più tenero.
Perché non torneremo,
ma ci siamo ritrovati
nell’unico modo in cui oggi è possibile:
con l’anima che riconosce
quello che il corpo non può più avere.