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Al cinema
Nel 1985 volli andare al cinema da solo, davano "Phenomena" e non volevo distrazioni, avrei provato il terrore nella sala buia, con quelle musiche dei Goblin e degli Iron Maiden, e tutte quelle uccisioni spietate e dolorose. Quel film mi rimase dentro e anche Dario Argento ha dichiarato che il suo lavoro preferito è proprio quello, più di "Profondo rosso" e "Suspiria".
Avevo diciassette anni e amavo sorridere alla vita, i film dell'orrore mi facevano un baffo, ero timido ma speranzoso, intravedevo un futuro pieno di soddisfazioni, avrei potuto fare di tutto, persino l'astronauta. Un giorno presi per mano la mia nipotina di nove anni e la portai a vedere "ET". Era una bambina meravigliosa, con lunghi capelli castani dai riflessi dorati. Ricordo che alla fine del film si mise a piangere di commozione.
Cos'è cambiato da allora? Forse non sarà più possibile generare dei ricordi così vividi, intensi, struggenti, segnali che la vita può esser generosa e poco invadente. Cerco la Luna nel cielo, lo splendido chiarore che emana da sempre e mi raggelo prima di scoprire il suo volto da vipera: non crede più in colui che l'ha creata.