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Scrivo mentre dei muratori spaccano un muro e la mia testa si spacca con lui lasciando liberi i pensieri. Riflettevo su Battiato che "riteneva che ogni individuo dovesse seguire il proprio percorso evolutivo, senza l'obbligo di rispondere a schemi sociali prestabiliti". Se lo avessi capito prima... se solo fossi stata d’accordo con lui, avrei evitato quella ricerca doverosa e compulsiva di un compagno, fatta solo per rassicurare mia madre.
Perché non c’è nulla di male nel cercare l’amore, ma io cercavo quello sbagliato. Quello a cui ci hanno educate le telenovelas, il melodramma di Yvonne Sanson e Amedeo Nazzari e l’illusione adolescenziale di chi vuol vivere a "tre metri sopra il cielo".
Nessuno mi aveva detto che dovevo evolvermi e non recitare. Ho cercato per anni un finale da film, dimenticando di cercare me stessa. Poi ho smesso di cercare, non per rassegnazione, ma per consapevolezza, una meta sentimentale, così come ci è stata insegnata. Ora c'è un uomo che non pretende nulla, perché il suo stato civile non glielo consente, e a me va bene così. Non è una rinuncia, né l'ennesimo compromesso. È una sosta. Lui sarà il mio Caronte: qualcuno che mi traghetta senza trattenermi, che mi porta verso un amore più alto, più libero, finalmente voluto davvero. Voglio essere un'anima che impara e che si trasforma.