Cos'è la guerra?

scritto da hvlze
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Testo: Cos'è la guerra?
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La guerra. Cos’è di preciso la guerra? Un “semplice” conflitto che può essere di grande portata o di una portata minore, facile a dirsi, ovvio. Ma per un momento pensiamo, pensiamo a chi ha vissuto la guerra, che si tratti di grandi guerre come le guerre mondiali o di guerre minori…come vive una persona ciò? Fortunatamente ho mio nonno al mio fianco nato prima dell’inizio della seconda guerra mondiale, non vi ha partecipato come soldato…ma come semplice spettatore, un ragazzino che viveva in quel periodo e guardava parenti, amici, conoscenti, morire o semplicemente li vedeva partire senza tornare.
Ammiro mio nonno perché sì, sono passati moltissimi anni, ma lo ammiro per come riesce a vivere, con il sorriso e non con la tristezza di aver perso qualcuno ma con la gioia di essere arrivato dov’è ora e di aver conosciuto persone che hanno lottato, molto spesso non ci rendiamo conto di cosa sia la guerra, sentirsi dire che sono morte milioni di persone, a molti sembrano solo numeri ma in realtà ci sono dietro uomini, donne e anche bambini che hanno perso la vita ancor prima di capire cosa fosse. Sono contro la guerra sì, non ne capisco il senso, lottare, uccidere, per poi fare cosa? Diventare più ricchi e potenti? Ebbene sì, si far per questo, ma sapete perché non mi piace? Preferirei davvero essere povera piuttosto che potente ma senza un briciolo di umanità…perciò ne approfitto, portando come esempio un brano che abbiamo analizzato nel nostro libro di antologia, per far capire cosa intendo. Era ambientato tutto durante un conflitto, dei soldati avevano trovato un passaggio da cui potevano spiare gli avversari e un giorno uno di essi ebbe la piena possibilità di uccidere il loro comandante, ma successe qualcosa, mentre il soldato guardava dal mirino il suo bersaglio, questo prese una sigaretta e si mise a fumare, si mise a parlare con i compagni e fu così che il soldato dall’altra parte non riuscì a sparare, inizialmente non capiva perché, non sapeva cosa stesse succedendo, ma ci volle poco per far tornare un briciolo di umanità a quel soldato, vedendo fumare il comandate, si ricordò di quando anche lui fumava, di quando anche lui era così…e si accorse che stava per sparare a un uomo, un uomo proprio come lui, che aveva anche abitudini simili alle sue…un semplice uomo.
Con ciò non posso non far riferimento al poeta Primo Levi, vissuto durante la guerra, deportato nei campi di concentramento perché di famiglia ebrea, l’unica cosa a salvarlo dalla morte fu la sua laurea in chimica…ma una laurea non basta a salvarti la vita quando vedi morire milioni di persone davanti a te, che vengono trattate come oggetti, bruciate vive solo perché “diverse”, anzi, sì la laurea ti salva, salva il tuo corpo ma la tua anima resterà sempre scossa, che tu lo dimostri o no, che tu sia stato un soldato, un medico, un pilota, la guerra lascerà sempre qualcosa dentro un umano, perché altrimenti non può essere definito tale.
Primo Levi scrisse fra le sue opere più conosciute, “Se questo è un uomo” quest’opera fa veramente venire i brividi, si incentra su quest’unica frase dicendo se possono essere definiti uomini quelli che vengono maltrattati, che vengono bruciati, la quale vita a volte finisce per far divertire dei soldati, costretti a vivere senza igiene, senza niente, e giustamente Levi ci chiede: “Considerate se questo è un uomo…”
Personalmente prima di analizzare l’opera credevo che il titolo fosse rivolto ai soldati, in questo caso particolare ad Adolf Hitler, credevo che Levi si chiedesse se fosse un uomo qualcuno che istituisce e applica leggi raziali contro gli ebrei, contro gli autistici o contro gli omosessuali, perché io personalmente me lo chiedo, questo è un uomo? Apparentemente sì, ma interiormente credo non lo sia mai stato.
Molti parlano di questo argomento, della shoah, delle camere a gas, ma io vorrei dire ancora poco e sperare di lasciare molto perché sento in continuazione persone che parlano di uguaglianza, che offendono Hitler e fanno immensi discorsi su ciò, ma poi quando vedono un omosessuale non possono far altro che restare lì a giudicare perché lo vedono fuori natura, e allora lì, non stai facendo ciò che tanto dicevi di odiare? Non stai giudicando qualcuno? E ovviamente non puoi negare di sentirti dalla parte della ragione perché quello sbagliato non sei tu, vero? Con ciò non voglio dare inizio a discorsi sull’uguaglianza e la diversità, ma fare la guerra per questo, perché ti senti superiore, non ha senso, siamo TUTTI uguali, ma ognuno è semplicemente unico.
Bisogna ammettere però che a volte la guerra è necessaria, prima dell’unità d’Italia il popolo era oppresso, ma giustamente dopo un po’ nessuno riesce a stare in silenzio, così si crearono delle società segrete, la Carboneria e la Giovine Italia di Mazzini ciò ci portò a fare ben tre guerre d’indipendenza, non sostengo che in questo caso sia giusto mettere in atto una guerra, non sostengo che tutte le guerre che ci sono state per ottenere la libertà siano giustificate però per quante vittime ci possano essere, restano comunque meno gravi di una guerra ideata solo per sentirti potente e ampliare le tue manie di egocentrismo oltre che il tuo impero. Devo dire che queste guerre ci hanno portato comunque un grande patrimonio dal punto di vista artistico, come il dipinto della Guernica di Pablo Picasso, La fucilazione del 3 maggio 1808 di Goya, Il volto della Guerra di Salvador Dalì e molte altre opere di generi diversi, di bellezza unica ma tutte trattanti di avvenimenti orribili, l’arte riesce sempre a trasmettere forti emozioni, per chi non coglie quanto sia orribile la guerra, ci sono questi dipinti che ritraggono tutto l’orrore che vi si vive, ma al massimo splendore.
Ho parlato della guerra in modo piuttosto negativo anche se non penso ci sia un modo positivo per farlo, anche se forse, un minimo di speranza in guerra c’è stato lasciato da Giuseppe Ungaretti, quest’uomo, un autore del periodo ermetico e decadente si trova a combattere una guerra di trincea e nonostante ciò scrive, ha scritto per lasciarci qualcosa, per dare qualcosa a noi che non immagineremo mai com’è una guerra di trincea, lui scriveva ogni giorno diceva cosa viveva, cosa provava, vedeva uomini, amici, morire davanti a lui e la poesia lì era il suo unico rifugio, Ungaretti lasciava grandi e molti messaggi dietro poche parole , come ad esempio: “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, trovo fantastico che un uomo in una situazione del genere abbia scritto ciò, perché questo è un inno alla vita, vivere ogni giorno come fosse l’ultimo ed accettare le brutte situazioni, cadere come le foglie in autunno e rinascere più forti di prima a primavera, come se la tua vita iniziasse di nuovo.
Con ciò concludo, ho deciso di portare determinati esempi per far capire a grandi linee cos’è davvero la guerra, e questi sono infatti li stessi esempi che hanno lasciato qualcosa dentro di me…non mi schiero mai da nessuna parte ma questa volta è inevitabile, non dobbiamo fare la guerra, ho capito che la storia si studia per evitare di commettere errori già avvenuti nel passato, ma non capisco perché ci sia una tale ignoranza che porta le persone a fare più volte quegli errori, e non solo in fatto di guerra, hanno provato, abbiamo provato, a risolvere con la non violenza come diceva Gandhi, ma a quanto pare ancora molte persone devono capire…sarà un traguardo che prima o poi raggiungeremo, dobbiamo solo ricordarci che siamo tutti compresi in una grande guerra, la vita, che spesso ci attacca, spesso ci da periodi di tregua, ma non sappiamo mai cosa succederà dopo…
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