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I sensi di colpa
Non so più che santi pregare,
qualunque cosa penso di fare
non è la soluzione,
continuo a stare male.
Sono avvilito, punito,
vuoto, sballato, sbiadito.
Sono fuori di testa,
sto volando nella tempesta.
Non ho più relazioni, persone,
non so con chi parlare,
quattro parole scambiare.
Vorrei solo urlare, mangiare,
dormire e sognare, pure respirare.
Sono ingessato, imbalsamato,
non ho voglia di pensare,
mi deprimo solo per essere vivo.
Non riesco a camminare,
figuriamoci volare,
nemmeno so più dove ho messo le ali.
Non ho voglia di giocare, ballare e saltare,
neppure di andare in montagna,
in campagna, al mare
che mi piaceva da impazzire.
E non è vero che non so perché son schiavo,
della pioggia, del vento, della mia mente,
della gente.
Sono i morsi dei rimorsi che non tosti,
sono i fantasmi che mi perseguono,
sono i sensi di colpa,che non mollano,
mi incalzano, mi inseguono.
Ho provato a immaginare
di essere felice, di cantare,
in mezzo al mare, a remare, nuotare.
Ho sentito le canzoni
dei mie ricordi migliori
ma non sono come allora,
sono vecchie e sbiadite, son stonate,
sono prive di emozioni, di calore, di amore.
Ho pensato di spogliarmi
dei vestiti sporchi,dei balordi,
dei pensieri storti, dei laidi sogni,
degli inutili ricordi.
Ma nulla serve, niente mi da pace,
nulla mi redime,
è la somma dei miei passi falsi,
che mi deprime.
E allora miei cari sensi di colpa,
chi siete voi per giudicarmi, incolparmi?
Tutti nella vita sbagliamo,
tiro una riga,... un totale,
il mio conto voglio pagare,
dare tutto ciò che posso,
e tornare a vivere, adesso,
in pace con me stesso.