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Tra pochi giorni sarà il tuo compleanno.
Novantanove.
Mi hai avuto a quarantun anni.
Eri già stanca.
Ero la quinta di cinque figli.
Nella mente
mi risuona ancora:
“Non vuoi un figlio mio?”
“Lo voglio.
Lo voglio.”
Dicevi piangendo.
Io sono nata lì.
Ti ho sempre sentita madre.
Poi scivolavi.
E lì
diventavo grande io.
Rimettevo insieme
quello che potevo.
Ti ho amata.
E tu… come potevi.
Ti penso
da madre
e da figlia.
E non so
come pensarti.
Ti immagino vestita di fucsia,
il tuo colore preferito.
Sei stata la mia ancora.
Quel lume
che mi ha tenuta viva.
E sei stata
la mia rovina.
Oggi sono lucida.
E mi chiedo
se un giorno ci rincontreremo.
E se succederà,
non so
se i nostri occhi
brilleranno d’amore
o lasceranno uscire
tutte le lacrime
che conosciamo.
Non so
se hai trovato quella pace
che io
non ti ho mai dato.
Non l’ho mai avuta.
Ma ci ho provato.
Lo sappiamo entrambe.
Ti amo, mamma.