Testo: Un pomeriggio qualunque di Paolo Casabianca
Ogni volta che vado a pisciare da ubriaco in un cesso qualunque del bar, muovo le punte dei piedi per vedere se la mia anima è ancora attaccata al corpo. Tornando al mio tavolino mi siedo e mi accendo una Rothmans e capisco di essere ancora vivo. Una donna sui quaranta mi guarda e mi parla con gli occhi dicendomi di volere sesso. Ricambio il suo sguardo, ma in realtà osservo l’acero oltre la sua sagoma. I pomeriggi trascorrono veloci, grazie alle poesie di Bukowski ed ai vinili di Vasco. Sarei voluto nascere negli anni cinquanta, per vivere a pieno gli anni settanta E combattere e vincere la guerra del Vietnam. Amo il fango, amo i campi di riso, amo il sesso non protetto, amo il flagello.
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