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Avevo comprato quella casa solo per lei, come la volevamo noi. Affacciata sulla spiaggia, raccolta, ma con grandi finestre, in modo che potesse vedere il mare da ogni punto della casa. Dal letto, dal divano, dal tavolo, dal lavandino. Desiderava guardarlo anche quando facevamo l’amore, pensando che io non me ne accorgessi e invece, puntualmente tutte le volte, me ne accorgevo perché lo guardavamo insieme. Si distrae a fissare le onde, ma senza interrompere il ritmo dei nostri giochi. Ama fare il bagno di sera quando la spiaggia è silenziosa. A me, invece, non piaceva tanto il mare. Prima di conoscerla, preferivo la montagna per rilassarmi, ma ormai, da mesi, i nostri fine settimana li passavamo nella casa al mare, tra libri e vino, pigri compagni della nostra solitudine. Trascorrevano così le giornate e facevamo il bagno al crepuscolo.
"Senti freddo?" Gli chiesi.
"Dai esci, e aspettami con gli asciugamani pronti. Io nuoto un po’."
La baciai piano prima che mi immergessi di nuovo iniziando a muovermi leggero, usando solo le braccia. Le piaceva guardarmi nuotare così, diceva che era una sirena e mi guardava battere i piedi solo per aumentare la velocità.
"Sta cominciando a far freddo. Andiamo a casa" gli dissi avvolgendola nel telo.
Lei mi fissò per un attimo, quasi sorpresa, poi mi sfiorò la barba con la fronte, bagnandomi.
"E’ bello avere un compagno, amico, fratello maggiore premuroso" mi disse abbandonandosi al mio abbraccio.
Chiusi la seggiolina pieghevole e rientrammo in casa.