Flashback- Una bugia enorme

scritto da Eleonora010furlan
Scritto 3 anni fa • Pubblicato 3 anni fa • Revisionato 3 anni fa
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Secondo capitolo del mio primo testo: FLASHBACK. Grandi rivelazioni da parte di Annabelle. Cercherò di postare il prossimo capitolo il prima possibile. Ringrazio tutti i lettori interessati a questo racconto.
- Nota dell'autore Eleonora010furlan

Testo: Flashback- Una bugia enorme
di Eleonora010furlan

Il dottor Rider scrutò da testa a piedi la ragazzina.

-C'è stato un solo episodio, dunque?- domandò, tirandosi su gli occhiali che ormai erano scivolati fino alla punta del suo grosso naso.

-Uno solo, dottore- si affrettò Carl.

-Ma siamo molto preoccupati- precisò la moglie.

-E riteniamo sia giusto fare qualche accertamento in più e indagare più a fondo sull'accaduto. Ci siamo spaventati molto- la madre di Emily sembrava molto più turbata del marito, e anche la figlia notò lo strano sorriso che il dottore le rivolse: aveva un altro scopo oltre a quello di rassicurare la madre? Ad ogni modo, ad Emily non era piaciuto. E tantomeno a Carl, che fece finta di non notarlo. Dopotutto riponeva molta fiducia nella moglie: lo sapeva, non l'avrebbe mai tradito.

Emily sedeva sulla poltroncina rossa dello studio. Odiava la situazione, ma soprattutto odiava quando i suoi genitori si comportavano in quel modo. Le sembrava patetico. Ora erano affianco a lei e, forse, era il momento di chiarirlo una volta per tutte: non aveva bisogno di ulteriori accertamenti. Si sentiva trattata come una stupida. Mentre giocherellava con l'orlo della manica della sua amata felpa grigia, rimuginava. Alla fine, si decise:

-Non serve. Io sto bene: dopotutto, non è successo niente di che!-

-Niente di che? Come fai a dire una cosa del genere, tesoro?- ribattè Annabelle.

Il dottor Rider sospirò ed Emily sperò che fosse d'accordo con lei, anche se, ripensandoci, dopo quell'episodio non aveva più chiuso occhio la notte. C'era qualcosa e lei lo avrebbe scoperto da sola.

Voleva solo uscire da quel maledetto studio e chiudersi nella sua stanza.

-Ritengo che Emily abbia ragione. Non procederò per richiedere ulteriori esami- obbiettò il dottor Rider, mentre firmava frettolosamente una carta.

-Dottore, noi siamo di un altro parere. E se quell'episodio si ripetesse? non sapremo mai la vera causa di ciò- controbattè Carl.

-Sarà stress. Per ulteriori esami confrontatevi con uno specialista privato: vi lascio il numero del dottor Williams. Arrivederci- concluse Rider, per poi consegnare a Annabelle il foglio con il numero.

Raggiunto il parcheggio sottostante gli studi medici, Carl entrò in auto e la mise in moto. Accese il riscaldamento e la radio a volume alto. Anche la signora Smith entrò in auto, seduta affianco al marito. Il dottor Rider e lei non si erano incontrati per la prima volta in quella occasione. Aveva qualche anno in più di lei, non ricordò precisamente quanti. L'ultima volta che lo aveva visto era durante l' ultimo viaggio di lavoro del marito, mentre Emily era a scuola. Quella mattina si erano dati appuntamento in “Via Martin Luther King” e avevano prenotato una suite all'hotel “L'amore all'altezza”. Naturalmente, lo sapeva: aveva tradito Carl e sapeva anche che non fu l'unica volta. Ciò la faceva sentire sporca a volte, ma ora che lo aveva rivisto il suo cuore batteva a mille dalla gioia. Forse aveva ancora il suo contatto. Tirò fuori il telefono dalla tasca posteriore. Era davvero sicura di voler correre quel rischio un altra volta? Sì, era pronta.a tutto se c'era di mezzo Rider. Scorreva i contatti, e con la ricerca automatica fece presto a scoprire che il numero stava ancora lì, nella sua rubrica del telefono. Tremava dall'emozione e dalla nostalgia di vedere se Rider stava ancora al gioco. La mattina seguente, il marito Carl, sarebbe andato a lavoro e lei avrebbe tentato di telefonargli.

-Amore, tutto apposto? Stai tremando!- si preoccupò Carl.

-E' l' agitazione per quanto è accaduto, non preoccuparti.- disse sospirando Annabelle. Era poco ma sicuro: aveva detto una bugia più grande di una casa.

Flashback- Una bugia enorme testo di Eleonora010furlan
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