Sogni ad occhi aperti per un'apprendista strega

scritto da Bellatrix Kore
Scritto 3 giorni fa • Pubblicato 2 ore fa • Revisionato 2 ore fa
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Autore del testo Bellatrix Kore
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...un breve racconto, così, per provare qualcosa di diverso...per giocare un poco con me stessa...potete trovare un finale a piacere o lasciare che i protagonisti lo trovino da soli: io preferisco restare in fiduciosa attesa e vedere come và...
- Nota dell'autore Bellatrix Kore

Testo: Sogni ad occhi aperti per un'apprendista strega
di Bellatrix Kore

SOGNI AD OCCHI APERTI PER UN’APPRENDISTA STREGA

La giornata era stata intensa.

Si era vestita con cura, i capelli in ordine, il trucco leggero ma presente. Le sue gemme al collo: l’ametista, il quarzo e la corniola. Immagine perfetta di un’apprendista strega, una donna che si è rialzata e nessuno può più buttare giù. Una donna che aveva liberato i suoi poteri e voleva usarli per il bene. Aveva raggiunto la riunione della congrega all’orario prestabilito e prima di entrare in aula aveva fatto un respiro profondo ma disinvolto, affinché nessuno si accorgesse dell’agitazione che le brulicava dentro. Un sorriso sereno, pensando a quella che era e a quella che è diventata ora. Due ore intense, ascoltare, discutere, spiegare…infine un verdetto parziale: “Ci rivediamo”. Aveva tremato dentro per tutto il tempo. Aveva tenuto sotto controllo l’agitazione, come si trattiene una bestia affamata e latrante davanti alla sua preda preferita. Finalmente un sospiro di sollievo, “non è andata così male”. Finalmente un sorriso sincero, qualcosa era andato a buon fine. Non era ancora stata del tutto assolta dalle accuse della congrega per quell’incidente, ma forse era riuscita a convincere almeno la direttrice…strinse la sua ametista con forza.

Tornò in laboratorio trafelata. Confusa ed ancora un po’ stordita. Mille pensieri le ronzavano nella mente. Continuava a rivivere le ultime due ore, cercando di imprimersi nella testa i dettagli più importanti. Voleva a tutti i costi essere certa che la sua positività riguardo la discussione non fosse solo un’illusione, una falsa speranza. Si sedette di fianco alla sua maestra e iniziò a seguire le sue spiegazioni, o per lo meno ci provò con tutta sé stessa. Sorrise. Andava tutto bene. Lei stava bene, i segni erano arrivati ad indicarle la via e li aveva seguiti fiduciosa; i sogni glielo avevano preannunciato che sarebbe andata così. Tutto andava bene. Non le serviva nulla, per ora, solo continuare così, con la sua forza e la sua tenacia. Lei da sola contro il mondo…con i suoi sogni premonitori e le sue visioni che stava imparando a decifrare. Era fiduciosa, il suo cuore era colmo di amore e fiducia per quel dono e per sé stessa.

Bussarono alla porta.

Era il tuttofare, venuto per riparare una tegola incrinata da mesi. Si guardarono, per un attimo. Si sorrisero. Le mancò un battito. Non ci vedeva benissimo, aveva gli occhiali da lettura, ma “vedeva” benissimo la luce che lui emanava. Gli sorrise ancora e scambiarono due chiacchiere mentre lui faceva il suo lavoro. La testa era ancora confusa per tutte le emozioni del mattino…la maestra di pozioni le parlava e la presenza di lui la distraeva. Non ci mise molto a finire la riparazione. Ancora qualche sorriso, un paio di battute, gli occhi di lui ora sembravano più vivi, più sereni. Si salutarono e lui sparì da dietro la porta. Fu in quel momento che lei lo “vide” tornare. “Vide” lui attirare una sé stessa ferma vicino alla porta e baciarla con impeto. Si “Vide” ricambiare con la stessa passione. Due bocche affamate che condividevano un unico respiro. Carezze sul viso e sospiri di arrendevolezza. “Vide” due anime che si univano in un atto carnale. Potente. Sensuale e folle. Lì, proprio sul suo tavolo di lavoro. Lui la teneva stretta e lei gli si aggrappava accettando con gioia la sua carne calda. Le mani di lui, tra i capelli di quella sé stessa, che c’era solo nella sua visione. Le unghie di lei affondavano nella pelle di lui senza frenarsi. Nessuna parola veniva pronunciata, solo gemiti di piacere ed il rumore dei corpi che si cercavano ancora, pur essendosi già trovati. “Vide” un momento di estasi, una resa incondizionata, senza amore, senza appartenenza o possesso, ma di tanta passione che l’intensità la scosse dalla sua visione.

Lui non era lì.

Non era passato che un attimo (se ne rese conto dall’essersi persa a malapena un paio di parole della frase che stava leggendo la sua maestra). Eppure, si ritrovò tremante ed ansimante, come se lo avesse vissuto lei stessa quell’amplesso. Un brivido caldo le scese lungo la schiena e si accorse che il calore era arrivato anche tra le sue gambe ora umide.

Nei giorni a seguire, continuò a sentire ancora su di sé quella sensazione di serena pienezza e passione travolgente. La sua carne, che da tempo sembrava essersi arresa all’assenza, pulsò di nuovo prepotente, a ricordarle che non solo il suo cuore, ma anche lei era ancora viva. Un altro segno da seguire, altrimenti perché quella visione così potente? Forse, pensò, aveva percepito il desiderio di lui? Le era già capitato di sentire il pensiero nascosto di qualcuno, ma non le riusciva con chiunque. L’ultima volta la “vista” l’aveva portata a ritrovare una parte smarrita di sé, a fare pace con il suo passato. Aveva ricevuto un dono prezioso.

Ed ora?

Lui la cercò. Trovò il modo di rintracciarla, tra tante apprendiste. Incredula rispose alle sue lettere e si rese conto con sgomento che lui, l'aveva già fatta sorridere di cuore poco tempo addietro, ad una sagra di paese, ma quel fatidico giorno non lo aveva riconosciuto. Però ora lo aveva "visto",e proprio in quella giornata in cui nulla poteva essere meglio della parziale assoluzione per quell’incidente, proprio in quella giornata in cui aveva dichiarato a gran voce la sua indipendenza...così accettò il suo invito e si chiese cosa le riservasse ancora il destino...quali prove, quali lezioni, quali doni.

Sogni ad occhi aperti per un'apprendista strega testo di Bellatrix Kore
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