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Notte fonda
Nebbia fitta
Mare calmo
Si annuncia pesca incerta
Incerto ancor più il domani del pescatore
Ma la sua vita è quella
Non ne conosce un'altra e nemmeno la vorrebbe
Solo con il suo silenzio
Sente ancora le voci di chi gli insegnò il mestiere
"Il mare devi imparare a conoscerlo bene se vuoi diventare un bravo pescatore"
Suo padre e prima di lui suo nonno
E a casa le donne ad aspettare il loro rientro
Le voci dell'attesa
Anche quelle gli ritornano in mente nel silenzio della notte
"Mare agitato. Signore, fa che tornino sani e salvi"
In quell'intreccio della memoria
Tra le parole di chi un tempo partiva
E di chi restava a casa ad aspettare
Vagava il silenzio del pescatore
In quella notte fonda con la nebbia fitta
Una certezza custodiva in cuor suo
Quel mestiere gli apparteneva
E il rumoreggiare del mare gli ricordò
Che non avrebbe mai cambiato vita