Era notte dietro alle finestre, come dietro al rumore che strideva il vento sugli arbusti posti nel cemento urbano.
Noi leggevamo dentro gli occhi degli altri la fame del lupo e il volo del corvo.
Stretti in una morsa di calore, il corpo dell'altro era la schiavina del pellegrino, che scalzo andava cercando ostello fra le braccia e le schiene senza ali, quando vedemmo che solo con lo sguardo reciso dalle palpebre, toccandoci le bocche, potevamo chiedere se davvero fosse la Morgana questo nostro perderci tra l'oscuro che circondava come fumo tutto il perimetro.
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