Un argomento ... terrorizzante raccontato finalmente con il dovuto distacco e la necessaria ironia.
- Nota dell'autore lorenzo tosco
Testo: Il giorno del mio funerale di lorenzo tosco
Mi porteranno un giorno al cimitero sotto un cielo incupito tutto nero. Davanti il prete, orante ad alta voce, avanzerà tenendo in man la croce.
Dietro, con andatura triste e amara, quattro amici che reggono la bara. Avanzerà con lo stendardo al vento la compagnia del Santo Sacramento.
Dietro i parenti e la piangente schiera dei tanti amici con la faccia austera. Lenta procederà la processione e tutti mostreranno compassione.
“Quant'era buono, non ci regge il cuore... anche lui ci ha lasciati, che dolore... Questa è sorte d'ognuno, cosa vuoi... era il miglior di tutti quanti noi...”
Arriveremo quindi al Camposanto e sarò sotterrato con gran pianto. Poi ciascuno di questa grande folla sulla mia bara getterà una zolla.
Appena da quel triste luogo usciti si troveran gli amici miei riuniti. “Siamo sconvolti perché ci ha lasciato... per la sua dipartita son prostrato..."
Ma poco dopo cesserà il rimpianto e il dolore verrà messo in un canto. “Giacché siam tutti insieme, finalmente...” uno sussurrerà timidamente
“è un'occasione ghiotta, non vi pare? Dell'incontro dobbiamo profittare...” E tutti quanti allora, in allegria se ne andranno a cenare in trattoria
e davanti a lasagne, arrosto e Chianti consoleranno i loro amari pianti. Ed io sotto la terra, con gran pena li invidierò per quella bella cena
e penserò, sentendo il lieto coro: “Peccato proprio ch'io non sia con loro!”
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