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Dalla stazione di Teramo dobbiamo camminare verso un ponte, almeno Desdemona dice ''Ponte, ponte'' alla domanda di Mic su dove andare.
Vediamo solo una casa blu all'orizzonte e cespugli. Ma ecco la rotonda e un ponte, il nostro ponte.
''Des, adesso?'' chiedo
''Parco, parco Ivan''
''Avanti, destra, sinistra''
Tu con le tue gambe che barcollano tentenni verso il marciapiede del ponte. Continuiamo il giro, siamo assonnati, assetati e affamati...
Ora che il ponte lo abbiamo attraversato, tu ti accasci.
Mic e io ti reggiamo ma tu ti scuoti e tendi il braccio verso destra.
Continuiamo a sostenerti fino ad una pensilina di autobus. Un uomo corre verso di noi.
''Desdemonill, cosa le avete fatto?'' urla ''L'abbiamo salvata dal santuario di Serradarce della Calianni'' rispondo in fretta
L'uomo si rabbuia e ti prende per le braccia ''Des, riconosci papà?'' chiede con gli occhi lucidi.
''Papà'' mormori.
Entriamo nel palazzone di fronte alla pensilina.
Finiamo su un divano con la coperta di tela ricavata da una vestaglia.
''Allora, citell, io sono Fernando Mazzocchetti, il padre di Desdemona. Voi?''
''Michele Medeot, da Casarza, cugino di Fra.'' risponde Mic di corsa indicandomi
''Francesco Cattano, da Moneglia, conosco Desdemona dalle superiori.''
''Avrete fame. Ho fatto le scrippelle, con uovo e farina e acqua.''
''Grazie''
Sul tavolo c'è una padella con le scrippelle e tre piatti ma non mi fido.
Alla fine però prevale la fame e io e Mic ci sediamo.
''Aspettiamo Desdemona, vogliamo assicurarci che stia bene visto quello che le è successo'' spiego guardando Fernando, che incrocia le braccia.
''Sapevamo che era a Parma'' continuo ''ma di seguito è stata portata a Serradarce''
''L'importante è che vi siate salvati'' esclama Fernando ''Io vi conosco poco ma voglio mettervi in guardia: se agite per conto di Cristina Calianni, preparatevi a guai seri. Con me non si scherza.''
''Affatto'' salta su Mic ''Siamo andati a Serradarce a salvarla dal Glorioso Alberto e da Serradarce siamo arrivati a Teramo via Potenza''
''Sentiamo quanto volete per il riscatto.''
''Noi l'abbiamo fatto perché voglio molto bene a Desdemona e Mic è venuto con me perché ha conoscenze di pronto soccorso. Abbiamo detto alle nostre famiglie che andavamo a Roma per un concorso di lavoro. Siamo scesi a Serradarce nella notte, dormendo a Napoli e abbiamo liberato sua figlia saltando su due treni merci, uno a Serradarce e l'altro a Potenza. A Foggia ci hanno trasportato alcuni accademici su un bus fino a Mosciano e da lì a qui col treno'' rispondo. Poi casco in avanti sul pavimento.
Mic con un po' di forza mi si avvicina e mi fa annusare una salvietta. Sento una leggera nausea ma Mic agita la mano.
''Piano, piano. Ragazzi, per credervi devo farvi una domanda per assicurarmi che siate di Moneglia: a quale santo è dedicata la chiesa centrale di Moneglia?''
Mic urla ''Io sono ateo''
Io alzo il dito e rispondo ''Santa Croce'' ma sono confuso
''Come la conosci?'' chiede Fernando
''Belin, ci abito vicino e dovrei anche andare là perché tra due giorni commemorano zio Manrico, Fra Manrico''
Fernando comincia a commuoversi e a singhiozzare
''Tutto bene?'' chiedo
''Fra Manrico lo ricordo'' singhiozza Fernando ''Suonava lui l'organo al mio matrimonio nella Chiesa di Santa Croce, nel 1992''
La mano di Fernando va sulla mia spalla ''Ma adesso spiegami come hai fatto a sapere che Desdemona shtava a Serradarce.''
Tiro fuori il cellulare e gli mostro la mail di Peppina Gonnella che mi avevi mandato e gli rivelo che avevo registrato il nostro colloquio su meet. Glielo faccio sentire all'orecchio. Fernando è ancora più sconvolto.
''Ora voglio farvi una domanda: sembrate innocenti ma mi domando nda siete venute a Teramo da Serradarce? Nun creto alla storia che siete venute a Terramo gratiss"
Mic interrompe ''Ho video e anche una registrazione audio'' e risento il rumore del treno e rivedo la flora lucana.
''Io e Fra abbiamo mentito alle nostre famiglie dicendo che andavamo a Roma e a Napoli per un concorso. Ora dovremmo tornare a casa, perché Fra vuole andare alla veglia di Zio Manrico. Io potrei aspettare.''
''C'ero anch'io al funerale di Zio Manrico. Ricordo che Santa Croce a Moneglia era abbastanza piena, c'erano anche i ragazzi dell'oratorio di Riva. Verrei anch'io a Sestri dopo tempo.''
''Venga ma per cortesia, la supplico, mi aiuti a tornare a Moneglia.''
''Io oggi ho il turno alla Metallurgica di Mosciano. Te posso portà a Mosciano e da lì vai a Giglie e sali con l'Intercity a Parma.''
Accetto
''Mic può restare a casa sua almeno un giorno? E' certificato pronto soccorso e potrà assisterla, almeno il primo giorno con Des.''
''Capit, shta ben queste''
E usciamo di casa io e papà Fernando. Da Teramo a Mosciano, dove prenderò il treno per sta Giglie che non conosco e arriverò a Parma, dove cambierò treno e giungerò a Sestri a notte piena...