Ho avuto la mia prima fidanzata all’età di diciotto anni: lei ne aveva sedici, era alta, magra, carina, due occhi da cerbiatto innocente e un viso nel complesso adorabile. Frequentava il liceo come me, e dopo qualche tempo che le andavo dietro si accorse finalmente delle mie premure e attenzioni verso di lei. Così un Sabato accettò un mio invito, e quella stessa sera ci mettemmo insieme. Fu un attimo, io ero completamente bloccato dall’emozione, e la guardavo di sbieco, mentre lei si grattava le mani, più imbarazzata di me. D’un tratto mi balzò addosso e cominciammo a baciarci avidamente. Restammo poi abbracciati per qualche minuto e io le sussurrai nell’orecchio “Ti amo da quando ti ho vista la prima volta, e ti amerò per tutta la vita”, al che lei si rizzò come stupita, mi guardò con uno sguardo interrogativo e sbottò in un ”mah” che devastò il mio cuore. “Non mi piacciono le parole ‘per tutta la vita ’ oppure ‘per sempre ’…queste cose non accadono mai” continuò seria e per niente emozionata da quanto era successo fino ad allora. “Ti amerò per due mesi” concluse con un sorriso dolce e mesto allo stesso tempo, e io non ebbi il tempo per risponderle e chiederle spiegazioni di quella frase, che incollò di nuovo le sue labbra alle mie e ci diede dentro più forte e con maggior passione di prima.
Dimenticai quell’episodio già la mattina dopo, quando appena svegliato andai a controllare il cellulare e lessi un suo messaggio: “al mio amore, un bacio immenso di una buona giornata!”. Anche nei giorni che seguirono ci tempestavamo di messaggi sdolcinati, e non vi dico quando ci incontravamo a scuola, facevamo cose da far venire il voltastomaco anche al più romantico degli innamorati. Le canzoni d’amore mi sembravano in quel periodo musiche divine, la vita mi sorrideva come non aveva mai fatto e io ero felice. Passò così un mese che stavamo insieme, erano gli inizi di Gennaio, il 14 per la precisione, e per festeggiare il nostro mesiversario passammo una giornata alla villa Comunale, poi sul lungomare e infine in un ristorantino intimo e suggestivo. Avevo un rapporto meraviglioso con lei, parlavamo di tutto e anche se non eravamo sempre d’accordo, eravamo in sintonia sul fatto che ci amavamo l’un l’altro più di ogni altra cosa al mondo. Nelle successive settimane la passione del primo momento andava sfumando di giorno in giorno, ma è una cosa naturale che indica che un rapporto va stabilizzandosi. Almeno questo è ciò che pensavo verso il 9, 10 Febbraio. Proprio perché di lì a qualche giorno sarebbe stato San Valentino avevo pensato di farle una bella sorpresa: le avrei suonato una serenata improvvisata sotto casa sua, poi l’avrei portata in uno dei locali più belli di Napoli, a costo di giocarmi tre o quattro paghette del babbo. Eccitato dall’idea, decisi di non svelarle niente fino a quel giorno, e come me anche lei non diede alcun segnale fino al 14. Quel giorno, ahimè, venne come un fulmine che squarcia un cielo sereno e terso. Le mandai un messaggio: ”auguri, tesoro mio! Aspettami, ti vengo a prendere verso le 10, ti porto in giro!”. Aspetto un quarto d’ora, venti minuti, finalmente mi risponde: “Senti, non sapevo come dirtelo, ma sto con un altro e passo con lui la giornata. E’ stato bello,ma è finita, dimenticami addio”. Controllo il numero del mittente, con le coronarie ormai al limite del tracollo…si, è proprio il suo numero…mi ha mollato nel giorno di San Valentino, la festa degli innamorati…aspetta, non è solo San Valentino…ma sì certo, oggi facevano due mesi da che eravamo fidanzati! E lei cosa disse quella fatidica sera? “T’amerò per due mesi”. E non sono neanche pochi per una come lei, si direbbe. La ragazza ha mantenuto la sua promessa. Due mesi. Stanco di pensare a tutti i giorni e le ore di questo amore ad interim, spensi il telefonino, mi buttai sul letto distrutto più moralmente che fisicamente, e mi riaddormentai.
Ti amerò per due mesi testo di Claudietto