Ventagli di stagione

scritto da Lontano da qui
Scritto 15 anni fa • Pubblicato 15 anni fa • Revisionato 15 anni fa
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Autore del testo Lontano da qui

Testo: Ventagli di stagione
di Lontano da qui

Sto camminando con i piedi che si spostano uno davanti all’altro, quasi seguendo una linea precisa, un percorso scelto prima. E continuo a camminare percependo in silenzio il cuore che mi batte regolarmente dentro il petto, con gli occhi bagnati dal caldo e i vestiti troppo incollati alla pelle. Il sole mi batte sul viso insistentemente e non riesco che pensare a quale scopo ci sia. Quale scopo risiede nel mio camminare deciso verso un percorso scelto prima? Che scopo c’è in quello che sto facendo e in quello che sto pensando? Che scopo il fatto di essermi alzato dal letto stamattina? Che scopo risiede nelle mie parole? Sono dubbi che mi perseguitano e solo quando c’è caldo, caldo intimo, caldo che trapana i vestiti, la pelle, le ossa, solo quando c’è questo tipo di caldo mi sento sconfitto. Perché non ho scopi di essere. Solo sogni lontani di vita che fanno a botte con una verità insipida e con una realtà che si riposa su di me. A volte preferirei sporcare i ricordi del mio passato, stracciare gli attimi che mi hanno vissuto e avuto e cominciare da una pagina vuota, ricominciare da un mondo nuovo. Ma se dimenticassi, morirei. Morirei per sempre. E allora no, io voglio ricordare chi sono stato e dove sono andato, voglio ricordare chi mi ha baciato perché voleva farmi innamorare e di chi mi ha baciato perché voleva annullarsi, voglio ricordare il mare e i suoi movimenti sulla mia schiena e voglio ricordare i sapori delle mie sensazioni che si affollano troppo spesso sulle mani.
Stamattina avrei voluto dormire fino a tardi. E invece gli occhi premevano per aprirsi mentre uno spicchio di sole mi solcava le labbra e le guance. Metto i piedi per terra e tutt’attorno si conciliano sensazioni di vuoto e perplessità.
Ventagli di stagione testo di Lontano da qui
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