L'amore appeso. Cap. 7

scritto da comeungentlemen
Scritto 6 anni fa • Pubblicato 6 anni fa • Revisionato 6 anni fa
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Testo: L'amore appeso. Cap. 7
di comeungentlemen


Pochi minuti e attaccherò questa storia, mi dispiacerà non vedere più la seconda storia appesa, penso a chi può aver staccato Maddalena, chi ha letto di Maddalena? Leggerà anche la storia di Chiara?, oppure finiranno entrambe in un cestino, accompagnate dell’ira di una signora delle pulizie?
Chissà se la signora delle pulizie è innamorata?

Mentre prendo il resto dal casello che mi porta al terminal degli amori appesi, mi rendo conto che continuo a pensare a Chiara, la sua storia mi ha colpito e anche lo sguardo di sua figlia, mentre raccontava l’amore che andrà appeso dei suoi nonni, si leggeva malinconia, nostalgia e solitudine, avrei voluto chiederle di più, dei suoi amore, ma devo rispettare le mie regole, quello era ciò che aveva voluto raccontarmi e soprattutto non dovevo farmi coinvolgere.

Il finestrino si chiude, ma furtivamente, entra, come un ladro di emozioni, uno strano profumo, mai sentito, piacevole, non riesco a capire da dove arriva, ma mi trasporta in un altro viaggio, quello degli odori, della pelle, dei profumi mischiati alla pelle, ognuno ha il suo e se a vent’anni l’unica distinzione è buono o butto odore, oggi mi rendo conto che la sua importanza è cambiata con la stessa velocità con la quale percorro questa autostrada, per andare in realtà a finire verso una meta che non esiste.

Dimentico tutto, la memoria non è mai stato il mio forte, eppure c’è una cosa che non se ne va, la pelle di chi ho amato la sento a distanza, la potrei riconoscere tra milioni, la pelle di chi ho amato è sempre arrivata prima di uno sguardo, di un fisico, per rimanere per sempre.
Non so se un odore valga una storia appesa, ma non posso fare a meno di andare all’ultima volta, Francesca.
Ho sempre avuto un debole per chi lavora dietro un bancone e sarà fortuna, spesso la cosa è stata ricambiata, ma che fosse per una notte o per mesi è sempre finita male, con Francesca però è stato diverso, Francesca non l’ho mai avuta.

Aveva tutto quello che poteva colpirmi, occhi scuri, lentiggini, padronanza del suo lavoro, parole giuste mai banali, aveva quel tipo di sguardo che ti raccontava che potevi provarle tutte per dominarla, ma era stata lei in passato e lo sarà sempre, quella che decide della sua vita, anche quando le cose si faranno scomode, anche quando sarebbe più facile affidarsi a qualcuno, poi quei capelli mossi, un po’ castani un po’ biondi, che le fanno ricordare che le piace restare bambina, ma soprattutto aveva quel profumo della pelle che mi fece perdere la testa praticamente all’istante, più forte della birra che mi stava servendo ma di una gradazione più leggera. Di fronte a me, profumo, occhi grossi e sorriso, avevo perso la testa.
Il dettaglio non trascurabile era che non ero l’unico purtroppo, per lei persero la testa anche i due amici con cui uscivo all’epoca, come probabilmente, anche mezzo locale.
Uno dei due, molto più audace di me, cominciò a uscire con lei, tornammo spesso in quel locale, tornavo spesso al bancone solo per ascoltare con l’olfatto qualcosa che fosse una rarità molto piacevole, senza la presunzione che mi dovesse appartenere, poi da li a poco, la cosa finì con il mio amico e non la vidi più, oggi dopo anni, con questo nuovo odore da ricordare, mi accorgo che lei l’ho dimenticata, mi tornano in mente, con questo pretesto il suo sorriso, il suo tatuaggio, il suo neo proprio sul naso, ma fra pochi minuti questi dettagli li dimenticherò di nuovo, sento però, chiudendo per un istante gli occhi, il magnifico profumo della sua pelle, quello non l’ho mai dimenticato, chiudo la mano, stringendo forte il pugno quasi a volerlo prendere e trattenere tra le mani.
Ci si può innamorare di un odore?

Parcheggio, vado ad appendere la storia, la terza storia appesa è pronta per il suo viaggio, mentre mi avvicino però vedo che la colonna che ospita i miei racconti non è vuota, non c’è più appesa Maddalena, ma c’è un foglietto.

C’è scritto “Continua…”.

Non capisco se è una richiesta, o il finale di stagione di una serie tv, attacco la terza storia e stacco quel continua, voglio far sapere che comunque è apprezzato e non è passato inosservato.

Torno verso casa, voglio conservare quel foglietto, lo metto nel porta oggetti, mi accorgo che il mio pugno è di nuovo chiuso, “era bella Francesca”.
L'amore appeso. Cap. 7 testo di comeungentlemen
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