IL BAMBINO E L'AQUILONE

scritto da favola
Pubblicato 20 anni fa • Revisionato 20 anni fa
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FAVOLA PER BAMBINI
- Nota dell'autore favola

Testo: IL BAMBINO E L'AQUILONE
di favola


Una giornata speciale quella per Marco, che finalmente dopo tanti mesi di scuola, si godeva le sospirate vacanze. Anche il cielo contribuiva alla felicità del bambino, regalandogli un colore di un azzurro così intenso che mai si era visto, in più un leggero venticello gli sfiorava il viso con una carezza gentile.
Mentre era così tutto assorto nei suoi pensieri, qualcosa in lontananza, lassù in alto, attirò la sua attenzione. Uno stormo di uccelli variopinti vacanzieri? No…no…erano aquiloni! Come erano belli, e come fluttuavano leggeri in controluce! Come avrebbe voluto averne uno! L’avrebbe fatto volare altissimo, quasi a toccare il sole! Corse dalla nonna . –“Nonna, nonna, per favore mi compri un aquilone?”- -“Ma dove lo trovo un aquilone Marco?”-rispose la nonna. _”Aquiloni! Aquiloni colorati!”- gridava il venditore in spiaggia. –“Eccoli nonna! Guarda che bei colori! Vorrei quello! “-disse Marco. L’aquilone era a spicchi colorati e Marco non vedeva l’ora di provarlo. –“Guarda nonna! Guarda come si alza! E come vola!”- urlò felice Marco.
L’aquilone iniziò a volteggiare contro sole e brillava di una luce intensa. Si alzava sempre di più; Marco infatti aveva allungato di molto il filo che lo teneva.
Il vento iniziò però ad aumentare e a cambiare direzione. L’aquilone tirava, voleva essere ancora più libero. Marco srotolò tutto il filo: ecco adesso era diventato quasi un puntolino nel cielo; ma le manine di Marco non riuscivano più a comandarlo e con un colpo, l’aquilone si sganciò e volò via!
-“Oh! Nonna, nonna! Guarda l’aquilone è volato via…. e adesso?…”- Due grossi lacrimoni scivolarono sul bel visino di Marco. –“Non piangere, - disse la nonna – è stato il vento troppo forte che l’ha portato via!”- -“Perché, perché vento me l’hai preso? Puoi averne quanti ne vuoi, guarda quanti ne hai lassù con te che volano!”- urlò Marco.
Ma intanto l’aquilone volava,volava felice. –“Grazie vento per avermi liberato –disse l’aquilone –adesso sono libero di volare dove voglio io!”- -“Non c’è di che!- rispose il vento sbadigliando –ma adesso scusami ma sono stanco, sai a forza di soffiare, rimango senza forze, devo riposare!”- E di colpo il vento cessò. Piano, piano, tutti gli aquiloni furono fatti rientrare. L’aquilone di Marco invece non pensava a nulla, si sentiva forte e libero e non si accorse che stava cadendo in picchiata.
BAAAMMM!! Marco lo vide e corse verso di lui. –“Oh! Nonna! Si è rotto!”- esclamò marco. E sì! “La grande fuga” era finita sulla sabbia de mare. Del bel aquilone non restavano che qualche stecca rotta e brandelli di stoffa colorata. –“Nonna, sai cosa ti dico? – disse Marco – non mi piacciono i giochi che volano, perché poi scappano e si rompono! Preferisco la bicicletta. Lei sta sotto di me e da lì non scappa se non con me! Ciao nonna vado a farmi un bel giro!”- -“E sì, - pensò la nonna, - i bambini sono imprevedibili proprio come gli aquiloni!”- e con un sorriso, riprese a leggere il suo libro.
IL BAMBINO E L'AQUILONE testo di favola
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