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Ti chiedo dove eravamo
rimasti, quando hai dovuto
interrompere il viaggio con me
per intraprenderne uno nuovo
in un percorso solitario?
Forse stavi raccontando ancora di te!
O ancora stavi stringendo le mie mani,
per sentirle forti tra le tue,
mentre nello sguardo limpido
svelavi la tua innocenza
intrisa di luce e di sgomento.
Avevamo mangiato una zuppa
di lenticchie ricordi?
Io come sempre
ti riscaldavo le mani fredde ,
senza stranamente riuscirvi.
Notavo quel tuo pallore,
quel distacco dalla vita,
gli occhi assenti nel vuoto
seppur rivolti dove tu pensavi
di potermi scorgere.
Mi dava fastidio quel brusio di voci
intrise di misericordia,
tra rosari recitati e preghiere
inventate per te lontana,
mentre tu eri in cucina con me
a sorseggiare un caffè ed a parlare
di giorni chiari e di storie di mare.
Ricordo mi dicevi con un monito nella voce:
"abbi cura di te durante la mia assenza,
non farmi stare in ansia,
non dimenticarmi come io non ti dimentico. "
E versavi l'olio novello sul pane fragrante,
offerto con un sorriso e una carezza sulla guancia,
come metafore di trasmigrazione e di rinascita.
Ricordo voci provenire attutite
da una dimensione sconosciuta al rimpianto,
un vuoto spalancarsi a delineare l'abisso.
l'angoscia mentre preparavo le tue valigie,
baciandoti le mani in un amaro addio!