Tra una briscola una scopa ed un tresette fulgidi scorrevano i tuoi giorni sotto i platani all’ombra della chioma assieme ai leprotti bianchi maculati.
Passò un lustro o forse due non importa c’era ancora tanto agio all’orizzonte prima che il cammino si fermasse sulla cima innevata di quel Monte.
Ma quel mantice gigante più del vento soffiò l’aria una mattina ed il fuoco ch’era ardente volse a cenere in fucina.
Ora tu … amico mio d’arte e di ventura che il destino ha conteso la tua vita Lassù vedrai si terrà un’altra mano e questa volta vincerai la partita.
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