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Lunedì mi messaggi al lavoro "Mi hai delusa perché potevi restare anche il fine settimana, invece sai solo scappare e negare la serietà del nostro intrallazzo."
Non rispondo.
Eppure nella mia mente qualcosa affiora.
Io che avevo iniziato le superiori quando i tuoi avevano divorziato e Papà Fernando era tornato a Teramo. Io che sorridevo quando ricordavi le mie barzellette che raccontavo alle ginnastiadi della seconda media per confortarmi quando Nonno Gabriele è deceduto a ottobre in prima superiore.
Tu che in corridoio ti ricordavi di me quando alle medie inventavo barzellette e giravo in bici con Angelo e Claudio o che parlavo del Milan al Carnevale della Zucca o alla mostra dell'olio, imitando Tiziano Crudeli.
Ma tutto s'interrompe quando la signora Norberti esclama "Signor Cattano, la ringrazio per il suo servizio alla nostra azienda. Le proporrei per una maggiorazione del suo stipendio di occuparsi della sorveglianza notturna, a partire da domani.
Questo le permetterà un aumento di 200 € sullo stipendio mensile se accetta di svolgere la sorveglianza tutto questo mese"
Ritorno al banco informazioni e aspetto telefonate.
Arriva un'auto targata Ticino e scende un sessantenne. Mi chiede dove posso trovare delle cesoie per siepe e decido di portarlo personalmente al reparto. Ma prima chiedo il permesso alla signora Bertone col telefono aziendale.
La signora Bertino corre al mio banco e dice "Venga, la accompagno io" e conduce il ticinese al reparto.
Poco dopo torna al mio banco e mi stringe la mano in segno di rispetto "Lei ha fatto progressi. Mi chiami Ortensia e diamoci del tu".
"Grazie. Sono molto felice di questa opportunità"
"Mi spiace veder andare voi ragazzi dopo due mesi."
"Apprezzo molto il lavoro ma sento il bisogno di proseguire gli studi "
"Genova?" "Firenze"
"Auguri per il futuro".
Ringrazio.
Penso alla sagra del vino a Casarza domenica; è a mezz'ora da casa, perché non andare.
Ma non voglio chiamarti.
Andrò con Fausto.
E invece è finito il turno di lavoro e Ortensia esclama: "Francesco, questa settimana sorveglierai il negozio sabato e domenica notte. Ti anticipo i voucher". Ringrazio e strabuzzo gli occhi.
Altro che sei mesi ai cantieri sestrini gratis a digitalizzare, questo è un trionfo.
"Lunedì prossimo sei libero " dice Ortensia abbassando la saracinesca.
Bene, lunedì potrei andare a trovarti.
Ma come sempre il destino rema contro: parcheggio la bici nel corridoio di casa mia e squilla il telefono.
Michele che esulta con la vuvuzela Sudafrica 2010 "È finita, sono laureato. Vieni alla festa? È lunedì a Castiglione, via Canzio bivio cimitero"
Sto cugino di nonna, sempre in giro durante lo stage. Ma chissà come è riuscito a non farsi licenziare tra foto in disco, maria e vodka.
Ma dopo cena Veronica declama frasi in francese e della tesina, citando la fotosintesi e le guerre mondiali.
Via Burgo 56 è l'inferno.
E invece l'indomani è un paradiso.
Arrivo al lavoro con la testa strapiena e chiama solo uno per reclamare un rimborso.
Al pomeriggio anche non arriva nessuno.
Ti invito a spiaggia "Perché così tifiamo assieme. Ore 18"
Corro in camera a mettermi il costume.
Esco con la solita maglia del Milan.
Stasera siamo io contro te, Milan-Sampdoria.
Arrivo a spiaggia ed entro in mare.
Davanti a noi, la massicciata.
Tu mi aspetti da pochi minuti nel tuo due pezzi viola. Nuoto lento affaticato, si vede che non ho zuccheri in corpo; tu mi affianchi e strusci la mano sulla mia schiena. Mi alzo, guardo a sinistra e vedo te. Poso la testa sulla tua pancia, sembri la Pietà del Vaticano. Sento che il cuore ti batte forte. Striscio con la testa fino a guardarti, il mio mento sulle tue tette.
Restiamo in silenzio, poi io rido "L'hai messo viola perché andrò a Firenze?"
"Dipende. Se resti a Spezia sarà nero" "Come la mia visuale del futuro bloccato a Spezia" "Scherzavo." Le tue braccia stanno sulla mia schiena ma dalla spiaggia echeggia un "Goool! Beccatevi questa, Milan!" Mi guardi sorridendo imbarazzata. Oggi il mio Milan sta fuori. "Adesso faccio anche sorveglianza e arrotondo duecento. Il primo mese sta per passare. Poi a luglio ho finito." Ti bacio in mezzo alle tette e dico "Adesso non abbiamo nulla di cui preoccuparci, ve'! Non mi serve il mojito, piuttosto andiamo a casa" "Sai, mi sono innamorata di te perché il primo anno al Natta ero solo io con Giorgia e Michela, poi c'era Elia che faceva le sue battute di merda. Ma quando sei arrivato tu, me ne aveva parlato Francesca, delle tue battute e smorfie. Sembravi sprecato a fare ragioneria." "Io la volevo fare perché mi interessavano i negozi e le aziende ma poi ho capito che l'arte non deve essere lasciata. Stavo pensando a studiare arte a Venezia. Vorrei la Normale ma ho 103/110, non penso che lascino." "Cristo Fra! Hai 103, hai fatto stage ai cantieri per sei mesi. Tenta. E poi hai la statale di Pisa" "Pensavo a Firenze perché studierei economia e nel tempo libero mi immergerei nell'arte, grazie ai consigli di zia Floriana". "Ma al nord non vuoi restare? C'è Milano, Novara, Torino..." "Des, sai, mi è mancata l'arte. A Monaco ce n'era e ho visto la Pinacoteca e il Deutsches Museum, oltre al mitico BMW e gli studi cinematografici Bavaria ".
''Crescere è sacrificarsi. Bisogna fare a meno di qualcosa per avere qualcosa in più'' sospiri.
''Corretto. Vedremo" Intanto sento che il Milan rimonta. So che vinceremo. Ti prendo sotto le braccia e comincio a baciarti il mento, inspirando l'odore di sale. Ma sento il campanile battere sette volte. E' ora di tornare a casa. Sono affamato ma dico ''Verresti da me? Se vuoi, puoi cenare con noi" "No, non ho tempo."
Ti bacio per l'ultima volta ed esco dalla baia. Mi asciugo veloce e corro a casa col costume bagnato.
Rientro e vedo Baba trionfante in salotto " Go fa' i pedoci a la scotadeo!'' Sorrido, perché le cozze a scottadito me le faceva anche da bambino. Ma non doveva neanche parlare: si sente un tanfo di aglio e cozze in tutta casa. Che bello tornare putei!
Tra una cozza e l'altra corre un sorso di malvasia e un complimento a Baba. Vedo nonna che abbassa la testa, non per modestia ma perché tra un'oretta le verrà sonno.
Finita la cena, salgo e mi faccio la doccia. In pigiama, guardo alla finestra di camera. Si vede la stazione e un treno da est: quello di Fil.
Mi addormento e mi sveglio alle sette e mezza. Oggi prendo l'auto per andare al lavoro. Ma squilla il telefono. ''Francesco, oggi verrai solo il pomeriggio perché arrivano le forniture nuove''.
Arriva una Volkswagen nera fuori dal negozio.
Ortensia stringe la mano a Filippo!
Poi afferra uno scatolone dal bagagliaio dell'auto di Fil e lo porta nel magazzino.
Penso a come passare la mattinata. Siccome tu sei con Fil o al lavoro alla pizzeria Terlinden, forse oggi navigo per trovare un appartamento a Firenze. O vado a comprare un regalo del Genoa a Michele .
Intanto sono le sette e quaranta; tornerei su ma scendono mamma e papà. Via, usciamo a comprare un regalo per Michele.
Vado alla tabaccheria Tubino e ordino una cover marchiata Genoa.
Nona mi domanda "Cossa fato? No te xe a lavoro?"
"Nonna, oggi solo il pomeriggio "
"Ciò, va a ciormi el Sole, par piasé"
Corro alla Crai e prendo il detersivo.
Torno a casa e lo porto ai piedi di Baba.
"Grasie, cioli i besi " e mi allunga tre euro.
"Grasie Nona". Mi butto sul divano scalciando via le infradito e mi addormento.
Dormo fino alla mezza. Mi sveglio sentendo mamma arrivare a casa e dirigersi in cucina.
Apparecchio il tavolo e poi vado in salotto; arriva Baba dal bagno e prende il cordless.
Chiama la sua amica Ester e parla con lei degli anni a Sestri, del bingo e dei mariti.
Che strazio!
Dopo pranzo torno al lavoro in bici.
Il turno è leggero, 14-18.
A fine lavoro, la signora Bertino esclama "Sabato sarò a Casarza per la sagra del vino, tu dovrai vigilare sul negozio la notte. Domani vieni solo la mattina"
Annuisco.
Arriva il venerdì e il lavoro sembra finire rapido.
Siccome voglio cenare fuori vado alle Grigue.
Ordino funghi e verdure grigliate offerte dal padrone, poi esco in piazza dopo cena.
C'è gente e ci sei tu con Fil.
"Come butta?" chiede Fil.
"Abbastanza, domani faccio la notte"
"Io so' stato a Roma per il battesimo der mio cugino"
"Bello"
"Avemo magnato per quattro ore e semo pure annati a Ostia "
"Com'è? Io sono andato a Roma e basta"
"Tipo Moneglia ma più grosso e più largo, che voi mette' ?!"
"Bello" dico scuotendo la testa dall'alto in basso.
Dev'essere bello.
Ma torno a casa e dormo, mi sveglio e riposo sul divano.
Dormo anche il pomeriggio perché è la prima notte.
Arrivo al negozio con la bici alle otto di sera.
Ortensia mi affida un passepartout e i lucchetti, una torcia e mi porta all'androne delle videocamere.
Mi mostra le varie videocamere e l'allarme.
Mi siedo e comincio a controllare...Tutto apposto, solo noto che ci sono un numero maggiore di cesoie, cacciaviti, tenaglie, seghe e martelli nel reparto.
Torno a casa dopo la notte e mi addormento sul divano alle cinque.
Baba esce alle otto dalla camera ma dormo.
Alle undici si svegliano Vero e mamma.
Papà è salito ieri notte a Torino e torna stanotte col treno.
Vero è agitata per l'esame ma ripeto "Finisci la tesina, la ripeti e ce la fai sentire e vedrai che passa tutto"
Sappiamo che le andrà bene.
Il pomeriggio a spiaggia è tranquillo.
Mi arriva una telefonata "Francesco, stasera viene mio figlio a fare sorveglianza. Domani alle otto come sempre"
È lunedì, si va al lavoro.
A pranzo chiedo "Ortensia, domani faccio sorveglianza?" "No, mercoledì" "Grazie per l'informazione".
Arriva la sera, mi lavo e mi profumo.
Claudio viene a prendermi con la sua Panda bianca e sbafiamo una pizza tonno e cipolla prima di salire a Castiglione.
Michele mi accoglie esultando con la corona in testa, sembra un avvoltoio coi capelli castani. "To', una bella Nicese dal Monferrato''. Gli strizzo l'occhio e ne passo una a Claudio. ''Come va il Milan? Bel pareggio coi ciclisti ieri sera'' ''Sì, sì, una go-doria'' ridacchio.
''Speriamo di batterli al derby, forsa Genoa''
''Pensa che andremo a Londra a luglio per vedere la finale degli Europei. Il 2020 sarà un anno da ricordare.'' ''Io mi trasferisco a Firenze, se mi prendono'' replico.
''Io ad Alessandria, alla Avogadro''.
"In mezzo ai Tanarini"
"Bellissimo"
"Via col vino"
"Anche tu a Firenze"
"Vediamo "
"Ma sì che ti prendono"
Parte la musica di Dj Dan, il cugino di Angelo.
Arrivano anche Claudia di Sestri col galante e Annamaria in tunica rossa.
Quella di Carignano mi fa a pezzi il cuore quando la vedo, da quando eravamo a pranzo allo stesso tavolo a Zenzero con le nostre pizze e la coca, a Spezia.
È venuta stasera e domani non so dove andrà, magari non tornerà, emigrerà.
La saluto con la mano e lei corre da me. "Quanto tempo! Come stai?" "Bene! Laureato, fatto stage in scagno ai cantieri, lavoro in negozio e poi vado a Firenze(se mi prendono). Tu?" "Io ho fatto l'Erasmus a Lisbona e ora seguo la magistrale in business architettonico a Venezia" "Appalti e cantieri?" "Certo"
Sorrido ma sento che sta per spuntarmi una lacrima. Anna se ne andrà. Tutto ad un tratto Dj Dan esclama ''Tutti in pista, si balla!'' e parte ''Pa pa l'Americano''. Prendo Annamaria per la mano e danziamo al centro della pista. Lei sorride e basta, mi avvicino e la bacio sulla guancia ma lei mi bacia sulle labbra. Mi sento sudare e arrossire. Claudio, che fino ad un minuto prima era al parcheggio, balza in sala tenendo una mano dietro la schiena. Di colpo sguaina una sciabola e urla ''Si stappa!'' Tutti sussultano. Suona il campanello; salgono Gianfranco e Erik. Erik entra con una bottiglia di Prosecco in mano ''Signori, ora si stappa'' Omar arriva e...SBANG! Il Prosecco sgorga e Omar riempie i calici che Gianfranco gli passa.
Quando arriva il mio, io lo passo a Annamaria che prende due cannucce dal tavolino e le mette nel calice che teniamo con le nostre mani sinistre.
''Viva gli sposi!'' sghignazza Claudio con l'Asus in mano.
La festa va avanti alla lunga. Quando il campanile di Castiglione suona la mezzanotte, io e Annamaria stiamo limonando contro il muro del corridoio.
Di colpo Claudio strilla "Dobbiamo andare, Fra!"
Guardo Annamaria e la prendo per mano
Saliamo nella Panda nei posti dietro io e Anna.
Anna e io per tutto il viaggio continuiamo a parlare dei ricordi d'Erasmus, delle feste al Palazzo Biassa di Spezia, della festa della marineria a cui avevo partecipato con lei prima del treno Spezia-Monaco mangiando le cozze e bevendo un Luni insieme.
Arrivati alla stazione ringraziamo Claudio e saluto Anna ai binari.
Arriva il treno, Anna sale e la saluto mandandole un bacio, ricambiato.
Esco singhiozzando mentre Claudio mi aspetta ghignando.
"Bella la genovese?" "Sì, più del Milan"
Claudio bisbiglia un "Ma va' a cagare !"
"Intanto la merda sta per rubare il 36° scudetto"
Ridiamo e Claudio clacsona tre volte.
Arrivo a casa e mi addormento.
Alla mattina mi sveglio e arrivo alla Bertino. Vedo un tuo messaggio Whatsapp tutto maiuscolo "Cos'è questo scherzo?'' con un link di Instagram di Michele; clicco e vedo Michele che esulta per il troppo alcol; sullo sfondo io bacio Anna. Registro un audio con molta fatica''Annamaria è una mia fiamma del passato. Non ho resistito alla passione e non sono scappato''
Mi sento crollare.
Arriva un sms ''Sei uno stronzo! Altro che a spiaggia, vaffanculo! ''. Resto senza parole. Vegeto nei miei pensieri e non sento neanche il telefono che suona. Poi il messaggio registrato. ''Buongiorno, sono Ennio Ottavino di Casarza Ligure e gestisco l'allevamento di pony pet therapy. Non avendo risposta, le chiedo di incontrarla in privato presso il suo esercizio''
Prendo il telefono e compongo il numero. ''Buongiorno, ci scusiamo per l'inconveniente del telefono e vorremmo aiutarla nel migliore dei modi. Può comunicarci di che articoli avrebbe bisogno e la scadenza per ricevere gli stessi?'' ''Lei non è la signora Norberti?" ''No, tuttavia posso conferire con la signora Norberti se lei desidera'' ''Vede, avrei da richiedere una fornitura di cavi per recinzioni elettriche a basso voltaggio.'' ''In questo caso, avendo preso nota della sua richiesta, posso indirizzarle una mail se mi fornisce i suoi dati'' ''ponytherapycasarza@virgilio.it'' ''Grazie. Ora le mando i dettagli'' Il cliente ringrazia e riattacca.
Inviata la mail vado ai servizi alle 10. Giornata regolare di lavoro fino alle 17.
Prendo mezza pizza e me la mangio da solo fuori dalla Pizzeria Il ciocco.
Cammino verso casa e torno a dormire.
All'uscita vedo un biglietto sull'auto, firmato Claudio: stasera tutti alla Farmacia Alcolica alle 20.
Telefono Claudio "Io stasera non posso" "Allora domani sera"
La notte di sorveglianza è regolare.
È giovedì sera, arrivo alla Farmacia Alcolica e sono con Claudio e Michele.
Arrivano altri della B.
Ci sediamo e ordiniamo uno spritz, due tequila e tre Cuba Libre più patatine e frittelle.
Omar prende la parola "Ci troviamo tutti per un motivo. Sono dieci anni dalla gita a Mantova. Ripetiamo?"
"Io forse venerdì devo sorvegliare il negozio" dico secco "Io ho il turno al sabato mattina " "Io vado con la morosa" dice Michele.
Samantha prende la parola "Fino a Mantova è esagerato. Ma alle Cinque Terre possiamo andarci col battello." "Io non voglio passare il viaggio a gattare a poppa" ribatte Elena "Nemmeno io" protesta Natasha.
Martina ha un'idea "E se facessimo la gita al Camping di Carasco? Portiamo tende e sacchi a pelo, passiamo due notti e grigliamo!"
"Andiamo in auto o in treno?" chiede Sara. Claudio fulmineo "Treno, poi autobus e 1 km a piedi"
"Allora ci dobbiamo portare zaini leggeri" Michele annuisce.
È ora di tornare a casa "Domani parlo con Ortensia e vi confermo" dico.
È venerdì e a Ortensia chiedo "Stasera faccio sorveglianza?" Ortensia nega con la testa e dice "Lunedì".
La gita si fa!