Un saluto a Guccini e a Castellini

scritto da Apocrifo Ipocrita
Scritto 8 giorni fa • Pubblicato 7 giorni fa • Revisionato 7 giorni fa
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Autore del testo Apocrifo Ipocrita

Testo: Un saluto a Guccini e a Castellini
di Apocrifo Ipocrita

Ieri è morto Francesco Guccini.
In serata è morto - di morte autoinflitta - il profilo di Andrea Castellini a voi noto come autore di Ali di Carta.
La morte reale di un gigante della cultura italiana e la morte virtuale dell'entità poco conosciuta di un micromondo digitale.
Chi era Guccini lo sapete tutti.
Chi era Castellini lo sapete voi meglio di me che sono nuovo di queste parti. Per me era uno dei tanti profili che scrivono cose poco interessanti, reso un po' meno anonimo da una foto profilo che esibiva degli assurdi baffi gialli e un occhio un po' bovino. Uno che parlava troppo, soprattutto di roba di cui non mi frega niente: bisticci e beghe tra profili di sedicenti autori di un sito che sta negli scantinati del ranking globale della poesia. Quindi che me ne frega di Andrea Castellini?
Be' prima che spirasse definitivamente abbiamo avuto modo di scambiare qualche messaggio che mi ha costretto a rivedere i miei pregiudizi. Intanto gli va dato atto che con la pazienza di Giobbe ha dato una risposta a tutti coloro che hanno commentato il suo messaggio di addio usando un tono affettuoso anche  nei confronti dei messaggi più provocatori.
A me è toccata una risposta che mi ha costretto ad ammettere la sua acutezza visiva e il mio pressapochismo da esibizionista dilettante. Ne è seguito un veloce scambio di messaggi. 
Si è sentito punto sul vivo perchè ho dichiarato che non mi interessavano le tematiche di cui scriveva e mi ha invitato ad ascoltare i suoi testi messi in musica, pubblicati su Soundclick (?), spalancando le porte di un mondo vasto e inimmaginato  che forse nemmeno voi assidui frequentatori di Ali di Carta conoscete. 
Poi Andrea se ne è andato davvero; il profilo puf! è svanito. Sono rimasto perplesso a guardare parole e commenti scritti ad un fantasma mentre nelle orecchie mi risuonavano le follie elettroniche di uno sconosciuto di Forlì con assurdi baffi gialli e l'occhio un po' bovino.

I testi di Andrea continuo a non capirli ma la sua ricerca musicale mi ha colpito. Ed è perciò che ora, mentre mi accingo a scrivere il mio pensiero su Guccini, vi invito ad unirmi a me nell'ascolto di Lady Lazarus (googlate soundclick.com/song/14811454) . Prometto che è come calarsi un allucinogeno.


Dopo dio alla fine è morto anche Guccini.
Non mi hanno mai appassionato le sue canzoni: un po' non le approvo sul piano musicale, un po' le parole appartengono alla generazione che mi precede.
Figlio degli anni '80 sono cresciuto all'ombra dell'edonismo e della superficialità. E Guccini non era per niente superficiale; estremamente prolisso anzi e un po' barboso. E infatti la barba l'aveva.
Oggi sono più vecchio di quando lui calcò il palco per la prima volta; e se anche anagraficamente lui potrebbe essermi padre, mi sento come se fossi io il papà di quel ragazzo barbuto e ribelle, amante della vita che non ho mai imparato ad amare perchè ero troppo indolente e troppo vecchio anche quando ero giovane. Più vecchio di lui vecchio. Essere vecchi dentro fa schifo.
Ho appreso la notizia oggi, mentre consumavo da solo un pasto in trattoria con gli occhi persi nel cellulare.
Il caffè l'ho bevuto al banco dove le casse vomitavano a tutto volume un motivetto di trap latina infelicemente allegro.
Con la notizia ancora negli occhi il contrasto non poteva essere più evidente. Mi è parso indecoroso che non stessero trasmettendo La locomotiva a reti unificate. Che non fossimo tutti contriti e bardati a lutto.
- E' morto Guccini! - l'ho detto per suscitare un moto di solidarietà nel giovane barista poco più che adolescente.
- Chi?- 
- Guccini. La voce della ribellione del '68. Ma tu forse sei troppo giovane -
- Ah sì...forse ho capito. Mi sembra che ne ho sentito parlare dai miei - ma i suoi occhi tradivano la nebbia totale.
Le sue parole disorientate si sono perse nella sala dove una coppia di sudamericani batteva il palmo sul tavolo a ritmo trap. Loro non mi sembrano vecchi come me; mi sembrano semplicemente ignari e innocenti. Incompatibilità idiomatiche e generazionali hanno posto fine alla conversazione.
Addio Francesco, non ti ho mai capito ma mi mancherai.

Conclusione.

La conclusione è questa. La relatività dell'esperienza soggettiva fa sì che i due episodi, la morte di Francesco Guccini e la morte della persona digitale di Andrea Castellini, scorrelati per il mondo intero, soltanto per me hanno in comune due cose: entrambi sono morti il 6 agosto 2026 ed entrambi, a ripensarci, mi fanno sentire un pirla.


I have done it again!......tweeeeeeeeeeee....one year and every ten..... tweuuuuuuuuuuuuu.... I menage it ........tweeeeeeeeeeeee ......a sort of walking miracle ......tweeeeeeeeeee......... ....tweuuuuuuuuuuuuuuuu..... tweeeeeeeeeeeeeeee...... tweuuuuuuuuuu.... twaaaaaaaaaaaaaa....... tweeeeeeeeeeee............



Un saluto a Guccini e a Castellini testo di Apocrifo Ipocrita
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