Giulia

scritto da Paulus
Scritto 9 giorni fa • Pubblicato 8 giorni fa • Revisionato 8 giorni fa
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Autore del testo Paulus

Testo: Giulia
di Paulus

Avevo conosciuto Giulia una sera mentre facevo due passi con il cane al guinzaglio. L'avevo incontrata per caso nonostante si fosse stabilita con la famiglia nel quartiere da circa tre anni. Suo padre aveva avviato un'attività commerciale di rivendita di intimo e lingerie per donne, all'angolo in un bugigattolo dove ballavano i sorci. Sei mesi dopo abbassò la saracinesca: i riscossori avevano messo la merce sotto sigillo. La madre non usciva quasi mai se non per necessità e sempre schivando chiunque perché non dava confidenza a nessuno. E nessuno d'altro canto l'avrebbe avvicinata per l'indifferenza che trasudava da quella persona minuta e tutta raggomitolata in se stessa. Giulia era cresciuta in questo contesto dove i contatti sociali erano ridotti all'osso. Amava le arti plastiche come le amavo io: il gioco delle luci e delle ombre sulle forme, il materiale soprattutto il marmo bianco opalescente con leggere venature tra il verde e l'azzurro. Il nostro amore si compose in una comunanza di interessi senza mai travalicare. Amore platonico dove la fisicità è senz'altro irrilevante. Il suo amore non era rivolto al mio corpo, ma a quell'affinità che ci univa nell'amore per il bello. Fu il mio primo e sarebbe stato l'ultimo amore della mia esistenza incoerente. Ci lasciammo con la medesima indifferenza con cui ci eravamo innamorati, o per meglio dire, e per evitare equivoci, con cui ci eravamo affezionati quel tardo pomeriggio quando per caso rincasavo e lei era appena sortita. Io la penso e lei, forse, mi pensa quando si ammira una scultura, o un quadro in pinacoteca, una pala d'altare, un trittico; penso a lei come archeologa del bello; e lei a me, forse, come un cane da riporto, che fiuta la fragranza dell'arte.
Giulia testo di Paulus
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