BUM

scritto da Pablito
Scritto 24 anni fa • Pubblicato 24 anni fa • Revisionato 19 anni fa
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Autore del testo Pablito

Testo: BUM
di Pablito


Ricordo che stavo passeggiando tranquillamente prima del botto, lo ricordo proprio bene. Peccato che non riesca a mettere a fuoco nient’altro, passeggio, borbotto tra me e
. . . . BUM!
Poi luci accecanti, fredde, freddo anche il lettino, anche i modi della signorina . . . “non muoverti, STAI FERMO, così non possiamo lavorare . . . tutti qui capitano”. Tutti chi penso io, dove son finito, perché devo stare fermo, cos’è sta lucina che mi sparano negli occhi, esattamente, cosa si aspettano che faccia? Mi sono offerto volontario per qualche strano esperimento, devo sottopormi a maltrattamenti e sevizie perché qualcuno possa studiare le mie reazioni? Naaaaaa, troppo assurdo, vediamo di capirci qualcosa: “dove mi trovo? Che mi è successo?” Ah, un ospedale, mi pareva, e dicono che sono stato investito, trauma cranico, una costola rotta, qualche botta, se la cava se la cava, poteva andare peggio, e quel delinquente non si è neanche fermato, a certa gente saprei io cosa fargli. Questo che parla è il Dottore, credo, è un po’ più simpatico della signorina di prima, però parla troppo, mamma quanto parla! Dice che mi devono tenere qualche ora sotto osservazione, è la prassi con i trauma cranici, per il resto un po’ di riposo e sarò come nuovo. Adesso cos’è che vuol sapere? Ah già, il mio nome, facile a dirsi, aspetti aspetti, adesso mi viene in mente, dunqueee, mi sembra di ricordare cheee ... NON LO SO !!! Non ricordo nulla accidenti, passeggiavo e . . . BUM! E adesso? Dove mi portano, noooo, non lasciatemi solo, non so neanche come mi chiamo e mi lasciate qua al buio!
Dove andate . . .quando tornate? E questa chi è? Ma si!!! E’ la signorina che mi ha soccorso, grazie grazie, è stata gentilissima, ma cosa fa, va via subito, ma che razza di comportamento! Mi scappa pure . . . hey del posto mi scappa forteee, fortissimooo, ahaaaaaaa . . . Però, bell’inizio di giornata! Solo, pieno di botte e pure a bagno maria, ma dove sono tutti? Finalmente, ecco l’infermiera, mio Dio quanto urla, e che avrò fatto mai, insomma! L’avevo detto che mi scappava, mi dispiace . . . Ci risiamo, di nuovo solo, se almeno riuscissi a ricordare ... aspetta, forse un viso, un timbro di voce, siii qualcosa riaffiora, ma è tutto così confuso, così vago. E’ tornata, adesso si rimette a sbraitare, pronti attenti ... ma cos’è? Che ha in mano, la cena? Sarebbe troppo bello, ci ho pure fame. MMMMMMMMMMM, sentiamo... bleaaaah, che è sta porcheria, va be che siamo in ospedale ma c’è un limite a tutto! Magari in questo momento la mia cena, quella vera, si sta raffreddando, qualcuno guarda l’orologio spazientito e sbuffa perché sono in ritardo, fra un po’ il mio piatto sarà coperto e messo in caldo in attesa del mio arrivo! Ma quando arrivo? Qui sembrano tutti deficienti. Stiamo calmi, non c’è motivo di allarmarsi, sarà giusto questione di qualche minuto, a quest’ora la mia famiglia avrà già contattato tutti, amici, parenti, conoscenti, penseranno bene di chiamare anche l’ospedale, di solito per essere più tranquilli è la prima telefonata che si fa. Però io non ricordo praticamente nulla, e se non mi stesse cercando nessuno? Figuriamoci, sarebbe proprio il colmo, io senza memoria e nessuno che mi reclama. Non mi toccherà passar qui il resto dei miei giorni? Non se ne parla nemmeno! In questo postaccio si mangia da cani, la signorina è antipatica, c’è buio e nessuno mi fa compagnia! Forse se non trovano la mia famiglia mi tengono a lavorare qui, e che potrei fare, cosa so fare? Forse sono un guardiano . . . o un poliziotto (bo!).
Ma che ore sono, qui non si capisce nulla, non ci sono finestre, potrebbe essere sera, ammesso che quella che mi hanno portato fosse la cena e non il pranzo. Che casino, se vado avanti così impazzisco e mi metto ad ululare UHUHUHUHU !!!!! Finalmente si vede qualcuno, è il Dottore, adesso parte a parlare e chi lo ferma più. Che fa, hey che faaaaaaa? Ma proprio li me lo devi mettere il termometro, bella fantasia, con tutti i posti che ci sono, sarai mica un pervertito? E’ pure freddo sto cacchio di termometro, non che se fosse stato caldo mi sarebbe piaciuto, però nella disgrazia .. E adesso? Che palle, anche la flebo, ma che mi ha investito, un Intercity? Meno male che era solo qualche botta, se ero grave che mi facevate? Ma come, non mi dice nulla, neanche un ragguaglio veloce, un incoraggiamento, non dico una pacca sulla spalla ma almeno un salutino, e pensare che mi ero preoccupato che parlasse troppo, da un estremo all’altro, neanche una parola. Ciao signorina, ancora cibo? Ma che ore si son fatte, devo aver dormito parecchio, sarà la flebo, aspetta . . . parlano di me, non si sono accorti che sono sveglio. Dunque . . . dicono che non sanno ancora nulla della mia famiglia, aia, brutta notizia . . . e se non troviamo nessuno che si fa? Bella domanda, vorrei saperlo anch’io! Come come? Cosa vuol dire esattamente: “dobbiamo trovare qualcuno che se lo pigli?” Son mica un pacco! Visto che ci siete buttatemi in un fosso, che vi frega, l’importante e che vi liberi il letto, giusto?
E poi mica sarà così facile trovare qualcuno che “mi si pigli” . . . ora parlano troppo piano, non riesco più a sentire . . . Niente panico, da un momento all’altro quella porta si aprirà e qualcuno mi correrà incontro in lacrime ringraziando il cielo che sono ancora vivo, mi dirà con bonaria severità quanto si era preoccupato, ringrazierà i dottori, e poi a casaaaaaaaaa. Chissà se vedendo i miei cari mi tornerà la memoria oppure dovrò fingere di ricordare e simulare un’emozione che non provo? Va be che se mi portano via da qui mi commuovo sul serio, non ne posso più, anzi, fra un po’ levo le tende e tanti saluti a tutti.
Ecco di nuovo il dottore, e quei due chi sono? Carini, che bella coppia, magari sono i miei genitori, se solo ricordassi. Fammi sentire . . . . “che volete che vi dica, sono passati 3 giorni (“3 giorni?”) e niente, neanche una denuncia, una segnalazione, se volete potete già portarlo via, a parte le botte scoppia di salute . . . carino è carino, tu che dici, sarà il caso?
E meno male che sono carino, ma qui son pazzi, è questo il modo di comportarsi? I primi che arrivano mi guardano, decidono se gli piaccio e mi portano via, e io? Non ho voce in capitolo, mi chiederanno pure cosa ne penso? A parte il fatto che per il momento la cosa più importante è andarsene da sto posto, in fondo che mi frega, se questi mi vogliono . . . . . . . .
OK ci sto, d’accordo sta bene anche a me, andiamo andiamo.
Cosa aspettano? Che sono tutti ‘sti dubbi, che problemi ci sono, non sono abbastanza caaaariiino, devo fare qualche piroetta? Cribbio mi hanno appena investito, e poi mica sono un clown! Si avvicinano, e si, lei è proprio bella, e ha un buon odore, mi piace mi piace, anche lui non è malaccio, ma lei è speciale, mi sa che ha già deciso, aspetta solo un cenno di conferma da lui, vediamo, che posso fare, gli occhi dolci, la faccia triste, mi fingo dolorante?
Si? Hanno detto si? Yeahhhhhh finalmente, era ora!!!!!!
Hey calma, cosa mi state mettendo intorno al collo, cos’è, mi da fastidio, ma è proprio necessario? Pazienza, in fondo è solo un collare antipulci, ma non sognatevi di lanciarmi palline o cose simili, chiamatemi pure Fido o Fufi se vi pare, MA NON LANCIATEMI PALLINE.

Sarò pure un cane cranicamente traumatizzato, magari randagio e forse pulcioso, ma non – sono - un - clown!























BUM testo di Pablito
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