Lunedì mattina

scritto da Ginger
Scritto 4 anni fa • Pubblicato 4 anni fa • Revisionato 4 anni fa
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Autore del testo Ginger

Testo: Lunedì mattina
di Ginger

Questa mattina il treno è stranamente in orario. Aspettare sui binari è la parte più sgradevole della giornata perché io sono sempre in orario, anzi in anticipo, ragion per cui aspetto sempre.
La mia avversione per i ritardatari è solo una delle tante che caratterizzano la mia vita. I ritardatari mi danno fastidio per la loro arroganza nel non preoccuparsi minimamente degli altri, nella loro assoluta mancanza di rispetto per lo spreco del tempo che arrecano agli altri durante la loro attesa. Ovviamente mi riferisco ai ritardatari cronici, quelli che si prendono in giro da soli e si trovano pure divertenti nel reiterare i loro ritardi senza nemmeno scusarsi. Tra i pendolari ce ne sono alcuni, sempre gli stessi. Arrivano all’ultimo minuto e si compiacciono di avere un amico o un collega che, dopo essersi congelato sul binario, assicura loro un posticino al caldo. Altri hanno motivi seri che li possono giustificare, un bambino da svegliare, da accompagnare al pre-scuola, un anziano da accudire, una vecchia auto che spesso da problemi. E’ indubbio che questi ritardatari si distinguono da quelli citati prima.
Sembra monotono osservare sempre le stesse persone ma l’aspetto interessante è che, dopo un certo numero di viaggi, quasi tutti rivelano il loro carattere, le loro peculiarità. Alcuni dormono non appena si siedono e questa abitudine è già indicativa della loro personalità o della stanchezza cronica che avvolge la loro vita, altri parlano al cellulare durante tutto il viaggio, altri chiacchierano ininterrottamente. Il divertimento di osservare gli habitués per immaginare le loro vite e sentimenti, per ipotizzare i loro sogni e aspirazioni si esaurisce o innesca un ulteriore interesse dopo un certo numero di viaggi. Molto più interessanti possono essere i viaggiatori occasionali, soprattutto quelli che permettono di verificare se le ipotesi elaborate istantaneamente sul loro conto sono reali. Basta una telefonata, una frase o una conversazione occasionale per farci capire se le ipotesi sono corrette.
Tuttavia ci vuole fortuna per trovare persone interessanti sulle quali elucubrare poiché solitamente si tratta di merce rara. Il caso deciderà per oggi.
Di fronte a me si siede un signore di età stimata intorno ai 50 anni, piuttosto di bell’aspetto ed educato. Non è abituato a viaggiare in treno, si vede subito.
Lavora in un’azienda probabilmente con mansioni direttive poiché dopo pochi minuti riceve una telefonata dall’ufficio. E’ molto calmo nelle sue risposte anche se è evidente che dall’altra parte del telefono c’è una persona che si lamenta e non è in grado di risolvere i problemi che sta elencando con dovizia di particolari. Dalle sue parole durante la conversazione telefonica si capisce che è appena tornato da un periodo trascorso all’estero, ciò che imprime sul suo viso una enorme nostalgia. Terminata la telefonata chatta sul cellulare, con uno strano sorriso sulle labbra. Io intanto immagino.

San Pietroburgo 12/07/2012
G. è appena sceso dall’aereo e un autista lo sta aspettando all’aeroporto per condurlo nello stabilimento che si trova a due ore di auto. E’ ansioso di incontrare i colleghi che lo hanno preceduto e di incominciare questa nuova breve fase della sua vita. E’ felice di allontanarsi per un po’ da casa. Non lo può ammettere apertamente ma la vita coniugale gli sta stretta. Le apparenze sono salve, si comporta come un ottimo marito, fiori e ristorante all’anniversario, San Valentino, regalo al compleanno. Questo basta sicuramente a rendere felice la moglie che certamente gli vuole bene ma si preoccupa più di garantirsi un certo stato sociale.
G. ha anche finto di esser stato costretto ad accettare la trasferta e di partire a malincuore. La città russa dove è situato lo stabilimento è molto popolosa, non offre granché ma per fortuna alloggia in un hotel molto bello e i ristoranti sono di alto livello. I colleghi italiani sono simpatici ma l’aspetto più interessante per G. è socializzare con i colleghi stranieri, un paio arrivano dall’India, una collega di nome Lyda molto carina arriva dalla Siberia e un altro dalla Francia. E’ un ambiente internazionale, i ruoli nel progetto sono ben definiti per cui le rivalità sono limitate ed è più facile rilassarsi e godersi i momenti liberi.
A G. piace scherzare, organizzare le cene, fare sport e nei fine settimana spostarsi a San Pietroburgo. E’ una bellissima città con un’aura romantica dei tempi passati, sulla quale pesa fortemente la storia e la mancanza di libertà che la gente cerca di dimenticare.
Telefona ogni giorno alla moglie e le racconta tutto quello che succede. Per essere precisi non proprio tutto, poiché ogni giorno che passa si accorge che è sempre più attratto da Lyda. Lei non ha avuto una vita facile perché i suoi genitori, oppositori del regime, sono stati costretti a vivere e lavorare in un luogo sperduto dove è cresciuta. E’ una ragazza molto intelligente ma, forse la tristezza della sua gioventù le è rimasta appiccicata. Infatti non è mai completamente soddisfatta né del lavoro né della sua vita privata e trova in G. un amico con cui parlare e confidarsi.
Ogni mese G. torna a casa per un breve periodo prima di ritrovare una libertà di cui ha consapevolezza della sua provvisorietà, ma forse è proprio per questo che la rende più vitale. Tornare in Russia è come ritornare ragazzo. Anche Lyda attende con sempre maggiore ansia il ritorno di G.
Il progetto procede secondo le tappe previste e nei tempi stabiliti. Il lavoro spesso impedisce a G. di pensare troppo alla moglie. E’ una sorta di giustificazione offerta dall’impegno quotidiano. G. ha sempre lasciato scorrere la sua vita senza dolersi troppo del fatto che non è felice, si è costruito una corazza che lo protegge rendendolo però un po’ superficiale nell’affrontare i problemi. La vita ha sempre deciso per lui, non ha mai fatto un’azione non convenzionale e si è illuso così in questo momento della sua vita, se non di essere felice, almeno di essere in parte ripagato di ciò che il matrimonio non gli ha dato. Ha sempre trovato una giustificazione per i suoi tradimenti dicendosi che, se non trascura la moglie, non fa nulla di male.
E’ inevitabile che succeda anche con Lyda. Un giorno, l’iniziativa la prende lei. I mesi successivi sono fantastici e ogni volta il rientro a casa è solo un’attesa del ritorno. Lontano da casa sembra che la quotidianità della famiglia non esista e può quasi illudersi di vivere una vita vera.
Lyda è più indecifrabile, lo ama perché immagina anche lei di essere tornata ragazza con la differenza di vivere una gioventù più spensierata di quella che ha vissuto lei.
La fine del progetto arriva ineluttabile. Una decisione drastica, una rottura con il passato è fuori discussione. Resta solo la speranza di tornare in Russia e la possibilità di chattare sul cellulare o di qualche telefonata.

Il treno è arrivato in stazione. Il mio dirimpettaio saluta educatamente e dice: “Oggi siamo fortunati, i treni italiani si sono comportati come quelli russi. Lo sa signora, che non hanno mai ritardi nemmeno di un minuto”.
Nel dire questo gli brillano gli occhi, sui quali subito si intravede un velo di malinconia.
Lunedì mattina testo di Ginger
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