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Tramontata è la luna con le pleiadi,
e sulle piume¹ qui giaccio pensoso
vegliando infino all’alba e ancora solo,
fra l’aure mute la notte oblïosa
che all'ombre i miei pensieri sollevando
in cielo involano² e vanno all’aurora,
per l’etra bruna e tenebrosa e oscura,
tant’è atra che l’anima s’annera
e si domanda se mai può l’affetto
nascer nell’uomo sotto un tal stellato,
un vacuo volto d’esanimi abissi
ove pupilla non riluce alcuna;
la fiamma della vita
arde in la solitudine infinita.
Ma timido sottentra il primo albore
e il biancheggiar d’un roseo zaffiro
che fievole l’oriente lambe³ e lene,
sì che lo spirito insonne ridesta
da fantasia e dall’ore del buio,
e di caligine l’aere schiara
con pennellate di nuvole lievi
sfumando ampio nella volta tetra,
che tarda scende in seno all’orizzonte
e ne vanisce pallido lo sfondo
mentre il sole s’avanza e il mondo accinge,
sì il guardo volge all’amorosa speme
d’un mattino per sempre
tinto di Zoe delle vive tempre.
¹letto; questi primi tre versi rieccheggiano una lirica della poetessa Saffo.
²all'ombre...involano: sottraggono alle ombre.
³lambisce.