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Informe e movente
è l'acqua che ospita il mio corpo,
che senza vista,
non sa di esserlo più.
A permanere è solo il battito sotto il mio petto,
che si abbassa e si alza con dei piccoli scrosci.
Mi pare di non udirlo,
di non avere più un paio di orecchie,
e sono un pezzo di legno,
una parte scomposta di una nave zampillante di fuoco,
non è troppo distante, ma io sono in salvo,
ho solo della cenere addosso, per ora mi tiene compagnia.
Non so cosa attendo, l'approdo a riva,
la scomparsa, la fuga negli abissi,
ma nessuna possibilità mi spaventa.
D'altronde sono un pezzo di legno, cosa ne so della paura, dell'amore...
Forse l'ho lasciato su quella nave in distruzione,
forse lo ritroveranno tra milioni di anni, ricoperto di alghe e ricci di mare,
forse si amano persino due ricci più di quanto possa amare, o abbia mai amato io.
Ma è storia passata, non me ne devo curare,
la nave non esiste e il mio corpo neppure,
io d'ora in poi sono un pezzo di legno,
un lembo di corteccia che l'acqua imballa
E attendo, attendo... non so cosa attendo,
mentre l'acqua avanza.