Memorie di stoltezza umana

scritto da AuriS.
Scritto 11 anni fa • Pubblicato 11 anni fa • Revisionato 11 anni fa
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Memorie di stoltezza umana
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Testo: Memorie di stoltezza umana
di AuriS.

“Davanti a me vedo la luna. Nessuna stella. Sento solo il fragore delle onde in risacca che si rifrangono tortuose sugli scogli scuri. Avverto nello stomaco una sensazione inspiegabile. Lascio che la brezza marina mi accarezzi con i suoi tocchi pungenti, mi scompigli i capelli e faccia contrarre ogni singola cellula del mio corpo. Sono ferma, immobile, mi sento una polena sulla prua di una nave. Di me si muove solo l’anima.
Penso che lui mi manchi da morire. Chiudo gli occhi, e rivedo il suo sorriso bellissimo; con un dito mi sfiora le labbra. Mi manca...mi manca…mi sento incompleta. Eppure è tutto inutile. E’ stato tutto inutile. Non mi vuole più. Sono solo sabbia che scivola via dalle sue dita e lascia una scia infinita dietro di sé. Non mi vuole più perché il suo cuore è stato occupato da un’altra. Un’altra migliore di me, che ha saputo aver il coraggio di confessare i suoi sentimenti. Cosa che io, ovviamente, non sono riuscita a fare. E se l’avessi fatto, magari avrei aumentato il margine di speranza. Ed ora mi trovo qui, a contemplare il mare nella sua sublime immensità. Sono su una palafitta a sei metri di altezza. Mi sporgo dalla rete tendendo la corda alla sua massima portata. Mi sento cadere. Forse voglio morire. Non sto cadendo nel vuoto, sto cadendo nel panico. La rete mi ferma. No, non devo morire. Il mare è troppo nobile perché si sporchi del mio sangue.
Forse qualcun altro entrerà nella mia vita e la renderà bella da morire..
Però io lo amavo.
Voglio buttarmi nel mare.
Le onde mi cullano dolcemente; le goccioline d’acqua rigenerano la mia pelle rinsecchita. Socchiudo le palpebre.
Posso parlare con i pesci, con gli anemoni....gli squali non mi fanno paura, perché io fisicamente non ci sono più. La mia anima è stata strappata dal crudo sentimento dell’amore non ricambiato.” 24-08-‘13

Sono del parere che l’amore non esista. Nessuno può testimoniare cosa sia veramente, la verità è relativa. Cosa ne sappiamo se l’amore che provo io è lo stesso che provi tu? Non ha senso. Nessuno può dire “l’amore è questo e stop”. E’ inspiegabile, ineffabile, incontrollabile. Se non può essere vincolato dalla ragione e tantomeno essa lo può spiegare, allora non esiste. Eppure sento che ci sono cosi vicino. Cosa cappero vuol dire amare? Chi me lo sa dire? Quid capperus vult dicere? Una volta mi chiese se fossi innamorata. Non ricevette risposta, certo. Mi chiese a cosa pensavo quando non pensavo a niente. Non ricevette risposta neanche questa volta. Confessargli tutto avrebbe significato rovinare la nostra amicizia. L’amicizia è più forte dell’amore? Altra domanda senza risposta. Senz’altro fa soffrire molto meno. Come dice Alexis, se sono rose fioriranno. Ma probabilmente non sono rose, sono carciofi.
Quando non penso a niente, penso a lui in costume, in quella sua foto del profilo (il che è evidentemente una contraddizione). Alla sua pelle morbida come la pesca, i capelli color ruggine,la sua ironia talvolta irritante. La voglia di riabbraciarlo, di sentire il suo calore trasferirsi nel mio corpo fino all’equilibrio tra le nostre temperature, il brivido delle sue mani sulla mia spina dorsale.
Forse lo amo davvero tanto.

Sono malata di nuovo, e sono passati due mesi dall’ultima volta. Soffro di cistite cronica e di sinusite. Non ho voglia di studiare, né ancora. Eppure dovrei essere felice. Ora siamo amici, non provo nient’altro che una pura e sana amicizia.
E mi sono fidanzata. Dio li fa e poi li accoppia, si dice. Verso fine novembre scoprii che il secchione di terza b aveva una cotta per me. Inizialmente non ero molto entusiasta all’idea, poi uscimmo per la prima volta. Mi scriveva cose tenerissime, diceva che ero bellissima. Quale altro ragazzo nella mia subdola vita mi aveva mai scritto parole cosi dolci? Leggendole mi venivano i brividi, desideravo stare con lui, mi sentivo felice. Poi a scuola tornavo in depressione, complessi mentali, crisi di identità. Un triste giovedì di febbraio manco riuscii a parlargli o a guardarlo in faccia, e lui non ne rimase indifferente. Quel giorno venni straziata dai sensi di colpa. Durante le vacanze natalizie la sua migliore amica, che tra l’altro era anche la mia, mi convinse ad aggregarmi alla loro compagnia per un’uscita tutti insieme. Ricordo che non provai mai cosi tanto imbarazzo. La seconda volta le cose andarono meglio: si presentò senza gli occhiali da saputello e con una camicia estremamente chic...non male, davvero. E poi un sorriso smagliante e assolutamente perfetto.
Finalmente ho trovato qualcuno con cui posso parlare di fisica senza che mi si creda pazza. Qualcuno con cui posso parlare di danza senza che mi si dica che è una disciplina stupida. Qualcuno che mi ama veramente e mi fa sentire felice. Chissà se vincerò la mia battaglia dell’amore, se arriverò a scoprire cosa significa e cosa vuol dire. Ma il vero amore non esiste. Esiste solo l’amore apparente. Meglio i piccoli amori basati sulle piccole cose e i piccoli gesti quotidiani, che i grandi amori e le grandi speranze, che non arrivano mai.


Amore amore amore...basta, ragazza mia, ora basta. L’amore esiste, e non era di certo quello che per due anni interi ti ha distrutto l’autostima. Ora sei innamorata di Tom, sei felice, anche se hai preso un 6 in un tema e hai la testa tra le nuvole. Bè, siamo fidanzati da due mesi. Ne sono successe di cose, stare a raccontarle è inutile, perché non trapelerebbero per nulla le emozioni che ho provato in quest’arco di tempo. La vita è bella, finalmente. E’ bello sentirsi amati e condividere la propria vita con qualcuno. Grazie Tom, se non fossi arrivato tu mi sarei già buttata sotto un treno.
Intanto, mi sono ammalata di nuovo.
Si, l’amore esiste. E lo griderei al mondo intero. Malgrado abbia trascorso un maggio orripilante, a causa di varie incomprensioni tra di noi e altrettanti sbalzi d’umore da parte di entrambi, ora sono orgogliosa di urlare alla gente cinica e insensibile che l’amore esiste. Si piange, non ci si capisce, si piange di nuovo, si scoprono i difetti, ma pian piano si arriva ad amarli. Si impara a vivere alla giornata, si impara a godere dell’amore come se fosse aria e non si potesse fare a meno. Si impara a vivere del profumo della persona che ci sta accanto, quando tutto il resto non importa più, non importano i genitori, le domande, il brutto tempo, i voti a scuola. In realtà questi importano comunque, con l’eccezione che non pesano più cosi tanto sul proprio temperamento. Accade un imprevisto? Non importa, riesco a guardare avanti questa volta.
Non so cos’altro dire se non che amo Tom. Lo amo tanto. Non riuscirei a stare senza di lui.
Ripenso alla mia vita passata e non posso fare altrimenti che rinfacciarmi di quanto io sia stata stupida. Bastava fermarsi un po’ di più davanti alla terza b, lungo il corridoio a u del primo piano.
Memorie di stoltezza umana testo di AuriS.
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