Fermo immagine di un’esecuzione autoinfitta.

scritto da Sadarash
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Non so di cosa parla, ma so che ha la mia voce.
- Nota dell'autore Sadarash

Testo: Fermo immagine di un’esecuzione autoinfitta.
di Sadarash

Mi accarezza il viso
quando i miei occhi sono socchiusi
e sento lo sciabordio in lontananza.

Le sue dita sono calde,
ma mi sfiorano con tocco gelido.

Mi trascina via, lentamente.

La presa si fa più forte
ogni volta che gli occhi iniziano a comprendere,
ogni volta che il mio sguardo incontra il suo.

Le unghie iniziano a scavare
la mia faccia, la mia pelle, le mie ossa.

Non ho paura.

Mento.

Sono terrorizzato.

Ma tengo lo sguardo fisso, impassibile.

I miei occhi si lacerano
al solo pensiero che possa davvero succedere.

Mi consuma.

Ora inizia a mangiarmi.

Chiudo gli occhi e tutto passa:
ci sono solo delle carezze.

Di nuovo, la seduzione.

Tienimi stretto,
che al mondo io non ci so stare.

Fammi girare,
che stare fermo mi fa stremare.

Possiedimi,
che stare nel vuoto mi fa cadere.

Eccomi.

Parole dure, un microfono solo
su un palcoscenico desolato.

Una metà del letto vuota.

Un posto affollato
e un uomo che cammina nella confusione.

Eccomi,
sono di nuovo nelle sue braccia.

Più solo di prima,
con l'anima in pace...
o forse tormentata più di prima.

Non restituirmi alla luce,
che ho paura di scottarmi.

Fermo immagine di un’esecuzione autoinfitta. testo di Sadarash
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