Così eteri apparsi i nostri animi, da finta maschera che il corpo mostra
Quand’è per caso, sfuggita parola quella, da man fiducia,
Ora si vizia, la penna facile di spada e cetra ch’è solo nostra.
Facile subito, m’è chiamar la mente a amor cortese, che dentro brucia,
Quel tempo lontano a me così caro voglio adattarci, amica di penna,
Anche se pur un lamento ch’annuncia dissenso basta a renderla trucia.
Da dove? Guardo arrivar galoppo, se non da quest’albero, di te m’accenna!
Mentre scorgo nel cielo a passo minuto crescer la luna,
Di sotto s'é fatto intanto il messaggero, e la lettera ch’al frenar s’impenna ,
Quant’ansia ristagna appetita, dentro mia pancia da oggi digiuna.
Quanto ci aggrada il cader fragile dell’inchiostro sul foglio,
Pensier fuggevole di mille paure, che alla fiamma di cera s’abbruna.
Dietro parole, a rilento tracciate scorgo un errore, scorgo un abbaglio,
è l’esitar tremante del tuo pensier che di me va prender premura,
Questo mi piace pensare: c’è inchiostro vero intriso dentro uno sbaglio
E desideri vivi fan scorrer la mano, s’aggrappano a scudo paura.
Ma oggi la mente nostra, di una illusione s’è fatta cagione,
Que piccoli sogni, d’amor ch’eclissa la mente cattura
Di pura magia inebriante. Sempre voglio ingerir questa pozione.
LUCIA Stile I testo di maury182