Donna ferita, recisa alla radice dal seme che generava. Assassino di un'anima pura, mio padre, dormiva i suoi sogni sereni, riempiva i miei incubi in vita. Eppure, nel vuoto che assorbe la luce, l'abisso che tutto risucchia; ferita la voce bambina, appare la mano più calda dell'uomo che abbraccia le fragili ossa. Insieme hai rimesso i miei pezzi, mostravi fiducia alle ormai magre braccia. Baciavi convinto, i resti di un'anima spersa.
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