Il gioco di Anais si era spinto oltre ogni limite immaginabile.
Sul pavimento della stanza, il corpo giaceva immobile, mentre una macchia scura continuava a espandersi sulla moquette.
L'aveva ucciso senza un brivido, con la stessa naturalezza, di come quando fai colazione.
I presenti, stretti l'uno all'altro nell'angolo della stanza, erano rimasti inchiodati lì:
Testimoni impotenti di quell'orrore, con lo stomaco stretto in una morsa di puro terrore.
Eppure, la trappola non si era aperta per lasciarli fuggire.
Si era stretta ancora di più.
Anais si voltò lentamente, lo sguardo privo di qualsiasi rimorso e iniziò a muoversi tra loro con la grazia letale di un predatore.
C'era un'angoscia psicologica opprimente nell'aria, ma anche un magnetismo morboso che impediva a chiunque di distogliere gli occhi da lei.
Erano terrorizzati dal mostro, ma disperatamente affascinati dalla sua assoluta, sensuale onnipotenza.
Con dita calde e sporche di sangue, sfiorò il viso di uno, poi la spalla di un altro, riducendoli al silenzio con il solo peso della sua vicinanza.
Mentre i loro respiri si spezzavano tra la paura e l'eccitazione di quel contatto proibito, Anais inclinò la testa e iniziò a canticchiare a bassa voce, con un sorriso enigmatico sulle labbra bagnate:
"Cade la notte, il filo si spezza,
la morte vi prende, gentile come una carezza.
Uno rimane, l'altro svanisce,
chi guarda il mio gioco, da qui non esce.
Zitti ed immobili, dentro la rete,
ora il mio sangue, sarà la vostra sete"
La notte passò così, consumata interamente insieme a loro in quel labirinto di carne e terrore.
Anais, decise di mescolarsi ai loro corpi, trascinandoli in un'intimità calda, febbrile e disperata proprio a pochi passi dal cadavere.
In quel buio opprimente, la paura dell'omicidio appena visto si fuse con una passione morbosa e totalizzante:
Le sue mani spietate guidavano i loro movimenti, legandoli a sé in un rituale di sottomissione assoluta.
Nessuno osò scappare, nessuno osò parlare.
Il peso di quella notte condivisa divenne la catena invisibile con cui Anais li unì per sempre a se stessa, trasformando il terrore di tutti in una devozione cieca, carnale e irrimediabilmente complice.