In quale mondo davvero vivo , non lo so ;
se tra il circostante dei mediati sensi
o nei meandri d'una notturna e sfrenata immaginazione ;
io lo ignoro .
Stranito tra universi che collidono ,
l'incongruenza m'appar la norma .
Nel reale percepito
assaporo la presenza ed il tentato senso ,
ma l'inconsistenza di Morfeo
m'ammalia e seduce infinitamente .
E mi struggo come compagno fedele dell'una
e sospirante amante dell'altra condizione ,
sballottato tra i marosi senza vela né rotta ,
in balìa d'un dispettoso vento .
È forse questo il mio destino :
di sempre cercare un porto ,
illusa meteora vagabonda
che gira e rigira e raramente incontra .
Sognai di dormire e di giacere inerme ,
e di destarmi e chiedermi dov'io fossi ;
mi risposi che ero laddove dovevo ,
risvegliato nel mio più autentico esistere ,
vulnerabilmente esposto all'altrui giudizio
e oscenamente beato nella deriva dell'incosciente .