Daniel ansimava nervosamente come se avesse percorso chilometri correndo su una gamba sola,mentre girava per la stanza tenendosi la testa tra le mani e piagnucolando-Aiuto aiuto aiuto-disse piangendo tenendosi la mano davanti alla bocca.
-senti Victoria:io no voglio morire qui!E poi non posso morire così!senza..-Fece una pausa e fissò il pavimento imbarazzato.
-Senza?-disse lei..
Daniel si avvicinò all’amica le prese la testa fra le mani e la baciò.
Non appesa Victoria si rese conto di quello che stava accadendo allontanò Daniel e tiratogli uno schiaffo urlò-ma sei imbecille??Cosa vuol dire,cosa avevi intenzione di fare??-
-Scu….ehm…scusami…è che non volevo morire senza aver baciato una ragazza e siccome tu sei l’unica disponibile al momento..-
-carino…Vabbè lasciamo perdere tanto è ovvio che non c’è nessuna implicazione sentimentale…allora..Vediamo un po’..-Disse la ragazza ispezionando la stanza
Passarono diversi minuti prima che uno dei due prendesse parola e finalmente il silenzio fu interrotto…dal pianto di Daniel.
-Daniel per favore stai calmo,troveremo una soluzione dai..c’è sicuramente una spiegazione logica-
Mentre diceva queste cose anche Victoria era visibilmente nervosa..era convinta che non sarebbero mai usciti di là..Pensò a suo padre e a tutti i suoi amici,sapeva che non li avrebbe più visti.
l’aria iniziava a farsi pesante,a entrambi girava vorticosamente la testa.Daniel guardò l’orologio:erano le nove e trenta..Era più di un’ora che erano là dentro.
Victoria aveva passato gli ultimi sessanta minuti cercando di smuovere pietre e cercando di arrampicarsi per sfondare il soffitto di legno ma era impossibile trovare un appiglio.
Daniel intanto piangeva come un pazzo-I muffin di mio padre….e poi la mia gattina…come farà senza di me….non voglio morire…no no no!!Cavolo Kiki è tutta colpa tua!Te l’avevo detto che non dovevamo entrare qui,lo sapevo,io lo sapevo!!Perché?Perché io?-
-Vuoi chiudere quella boccaccia??Invece di stare lì in un angolo a piangere come un idiota potresti fare del tuo meglio e cercare di aiutarmi ad arrampicarmi!Credi che io voglia morire qui?Credi che non mi senta abbastanza in colpa?!…E poi che diavolo..tuo padre avrà sempre tua madre mentre mio papà sarà solo..lo capisci??Chiudi quella bocca che diamine!!-Urlò Victoria in un modo che atterrì Daniel.
-ok..-disse lui sospirando-scusa..-
-spingimi su quando te lo dico io..-Disse Victoria mentre si stava arrampicando per la parte ruvida del muro cercando un appiglio per la mano destra.
Il soffitto distava circa 2 metri,ma a circa un metro e mazzo dal soffitto c’era una trave:Victoria sperava che la spinta l’avrebbe fatta arrivare là e da lì…da li avrebbe fatto la cosa che le riusciva meglio fare:improvvisare!
Arrivata al punto si rivolse all’amico-Adess..adesso devi spingermi in su e cercare….uff…che fatica…devi cercare di tenermi finchè non avrò trovato un appiglio sicuro.tutto chiaro?-
-si…Kiki,sta attenta..-
-non preoccuparti….ORA!!-
Daniel spinse con tutto le forze ma Victoria era ancora troppo pesante-Daniel,stendi le braccia!!Cerca di tenermi per i piedi!-
-Kiki,è inutile,non ce la faccio più!!-
-Ultimo sforzo:cerca di saltare più che puoi-
Daniel fece un paio di salti e al quarto tentativo Victoria riuscì ad aggrapparsi alla trave..sembrava solida e la ragazza ci si aggrappò con le gambe e le braccia per riposarsi un po’..
-che visione da qui!-scherzò Daniel osservando l’amica
-scherza finchè puoi..appena ti sarò atterrata addosso non sarai così felice..-disse lei con un sorriso sarcastico
-ti sbagli!-rispose Daniel
La ragazza non lo stette molto a sentire ma si mise cavalcioni sulla trave per studiare la situazione,ripresasi un po’ disse-bene adesso Daniel salirò in piedi sulla trave,mi sembra che in questo punto il soffitto sia sottile,ci sono dei buchi dai quali filtra luce e non dovrebbe essere difficile allargarli –
Victoria lentamente si alzò inarcando la schiena dato che lo spazio non poteva contenere il suo metro e settantacinque.
-Da qui Kiki ti assicuro che lo spettacolo è fantastico..-Disse Daniel nel tentativo di smorzare la tensione-Sapevo che quella gonna non avrei dovuto odiarla..-
-Sapevo che questa gonna non me la sarei dovuta mettere oggi..-rispose lei sottovoce.
“Bene” pensò Victoria”ci siamo..Basta un colpo..forza”
con tutta l’energia che aveva in corpo tirò un pugno con la mano destra al soffitto..Ma accadde una cosa inimmaginabile:non appena il pugnò di Victoria sfiorò il soffitto la ragazza emise un gemito acuto di dolore e dai fori del soffitto uscirono raggi di luce blu che circondarono la ragazza facendola urlare come se fosse sotto scarica elettrica.
Daniel atterrito osservava la scena era come bloccato,pietrificato non riusciva a fare nulla né pensare né parlare né agire.
La stanza iniziò a tremare come se ci fosse un terremoto terribile e Daniel cadde svenuto a terra colpito da una pietra.
Victoria continuava fluttuare urlando di dolore mentre il raggio blu sembrava diventare sempre più scuro.
La ragazza non riusciva a muovere un singolo muscolo,come se fosse attanagliata da migliaia di serpenti,poteva sentire tutti i loro morsi costanti e voraci.
Aveva gli occhi fuori dalle orbite e la bocca spalancata in una smorfia di immane dolore.
Non riusciva più a veder nulla,tutto le sembrava bianco e in testa sentiva il ronzio di milioni di pungenti vespe.
Il suo corpo era rigido come se fosse in preda ad una crisi epilettica,non sentiva più il suo cuore battere e il suo addome gonfiarsi per la respirazione.
Non pensava a nulla ed era come se fosse in un inferno bianco di dolore.
Aveva un fortissimo senso di nausea e provava la sensazione di cadere costantemente nel vuoto ad una velocità inimmaginabile.
Improvvisamente il raggio blu fu come risucchiato da uno dei fori del soffitto e la ragazza precipitò a terra sopra un mucchio di pietre.
Quando Daniel riaprì gli occhi gli ci volle un po’ per rendersi conto che aveva del sangue sulla faccia:la pietra lo aveva colpito in malo modo e il ragazzo aveva la vista annebbiata e doppia.
Si asciugò il sangue con la manica della maglia e cercò di alzarsi in piedi:inizialmente cadde ma riprovò tenendosi appoggiato al muro della stanza.
Non appena si sentì stabile si guardò intorno:la stanza era piena di detriti ma le pareti sembravano intatte,sul pavimento c’era una grande quantità di pietre che non potevano essere cadute dalle pareti dato che non c’erano segni di rottura.
-kiki??Kiki!!O mio Dio…-Urlò Daniel vedendo l ’amica accasciata sopra un cumulo di pietre completamente coperta di graffi e sbucciature.
Immediatamente corse verso di lei e sedutosi accanto l’abbracciò,la teneva stretta come un gioiello prezioso e piangendo ripeteva-No…Kiki…è tutta colpa mia..sarei dovuto essere io al tuo posto,perché??Come farò??kiki…kiki..-
-perché piangi idiota?Ti è morto il gatto?-disse l’amica con un filo di voce..
-Sei viva!sei viva!sei viva!- disse lui staccandosi da lei e piangendo per la gioia.
-e chi m’ammazza!-
Daniel si fermò a osservare attentamente la mano destra dell’amica,poi disse-Kiki..da quando hai quel tatuaggio sul palmo della mano?-
-di che tatuaggio stai parlando??non ho mai avuto nessun tatua….-si fermò stupida osservando il palmo della mano destra..
-oddio…-
CAPITOLO 2 - ANIMALI IN GABBIA testo di jacoscrat