....ed escono stracci penzolanti in orde e si avvicinano a te.....
- Nota dell'autore Ali di inchiostro
Testo: Addio casa adorata di Ali di inchiostro
Racchiusa da ombre dorate te ne stai acquattata in grembo a versi randagi, come una bimba muta Non esiste casa per te, che brancoli nel vento col tuo fiato che appanna le onde vaganti dei sogni Te l'hanno strappata via con scherni e risate spingendoti oltre la porta dei ricordi, il rumore dei cardini che ti chiudevano via dalla tua vita ti ha acceso di crepacuore come un cerino di fango Eri lì, per strada, e te ne stavi immobile a pensare ai cari gradini che ti sorridevano ancora, ignari della crudeltà umana E' questa la tua casa, non vedi? C'è la porta di camera tua, ed escono stracci penzolanti in orde e si avvicinano a te, sono i tuoi cari balocchi E ad essi seguono bambole coi capelli color sabbia e una scatola di costruzioni, chiusa male ma intatta Coraggio, vecchio cuore, scalda una bevanda per i tuoi piedi di pietra, leggi alle stelle pietose i tuoi pianti frantumati dalla grandine Poggia le membra sterili su questo foglio appassito, resta appeso a una favola di fuoco Addio casa adorata C'è un taccuino rosso sull'asfalto, così piccolo da restare lì intimidito a guardarti per ore Raccogli quel piccolo fuoco, nato dalla goccia nera della tua solitudine, dalle calze bucate dei tuoi vestiti a festa Raccoglilo e alzalo al cielo come una preghiera, portalo in tripudio tra spine e ghirlande secche Mai esso sarà divorato dal tempo come il pavimento di mattoni lattei dove non poggerai più i piedi della tua casa adorata
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