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La tordella deve una parte del suo nome scientifico alla somiglianza con il tordo comune, l'altra al fatto che è strettamente legata al vischio: "...albero strano, che nel tuo fogliame mostri due verdi e un gialleggiar discordi" G. Pascoli.
Il vischio è una pianta semiparassita che si diffonde soprattutto grazie agli uccelli.
Le tordele mangiano la polpa dei frutti di vischio e si liberano dei semi appiccicosi sfregando il becco contro un ramo, oppure ingoiano i frutti interi eliminando i semi con il loro sterco su di un albero più lontano.
E’ nota la capacità dei turdidi di disseminare noccioli di olivo, ciliegio, susino, biancospino, fico, prugnolo e rosa canina.
Inoltre molte piante dai semi con endocarpo legnoso affidano alla predigestione di questi uccelli la loro germinazione altrimenti lunga e difficile.
Tordella o tordela, nome scientifico Turdus viscivorus, famiglia Turdidi.
La tordela è la più grande tra i turdidi europei ed è simile al più piccolo tordo bottaccio, ma ha lineamenti più slanciati ed ali e coda più lunghe e più forti.
Si nutre a terra di vermi, chiocciole, ragni, insetti ed altri invertebrati, mangia anche semi e frutti, ma al di fuori del periodo riproduttivo.
In inglese mistle thrush, in francese grive draine, in tedesco misteldrossel, in spagnolo zorzal charlo.
Sgher o Grivoun in Piemonte, Dress o Dresson in Lombardia, Stordela o Tordo gazzero in Veneto,Sturleida o Visciarana in Emilia, Tordaccia in Umbria, Capo malvizzu o turdulici in Sicilia, Turdu suerinu in Sardegna.
Canta dalle cime degli alberi, sappiamo che tutti i membri della famiglia Turdidae sono considerati tra i migliori cantori del mondo, la tordela non smentisce questa fama ed il suo canto melodico e ricco di sequenze ricorda quello del merlo.
Vista posata si nota per l'aspetto tozzo e robusto, ha zampe giallo pallido fornite di dita lunghe ed artigli, a terra saltella sul terreno con portamento eretto.
Ha una colorazione superiore bruno olivacea quasi grigiastra e sul petto giallo fulvo spiccano grosse macchie scure.
Ha una lunghezza di 26-29 cm e non presenta dimorfismo sessuale, può vivere fino a 11 anni.
In Italia è distribuita sulle Alpi fino a circa 2000 metri, sugli Appennini e parte delle isole, è invece quasi scomparsa dalle zone pianeggianti, come ad esempio nella pianura padana.
E' specie di passo in ottobre e marzo, ma anche stazionaria. Prevalentemente è migratrice diurna a corto raggio.
Il suo habitat è costituito da faggete, conifere, castagneti, coltivi alberati, valli da pesca e aree lagunari.
Frequenta anche stagni e cave d'argilla con boschetti e siepi.
È una specie non molto facile da individuare quando è posata sia perché diffidente, sia per il suo elevato mimetismo, quasi sempre è nascosta tra le fronde. Il volo è diritto e non veloce, ondeggiante; la parte inferiore delle ali, molto chiara, la rende difficile da individuare.
Già in inverno iniziano i primi corteggiamenti che consistono in silenziosi inseguimenti della femmina da parte del maschio.
Il possesso del territorio di nidificazione viene manifestato col canto e la sua difesa origina dispute tra i maschi.
Nell’anno compie due covate a partire dalla fine di febbraio-marzo in pianura e in aprile nelle zone montane.
Il nido posto alla biforcazione verticale dei rami o tra ripiani tra le rocce ha struttura emisferica - simile a quelle della cesena e del merlo - è fatto di rametti, tappezzato di muschi e foglie secche cementate col fango; i nidi sono già visibili quando gli alberi iniziano a mettere le foglie - marzo o addirittura febbraio, le 3-5 uova deposte sono incubate dalla femmina per circa 15 giorni ed il maschio la sostituisce solo occasionalmente. I pulcini sono nidicoli e vengono alimentati da entrambi i genitori; i giovani abbandonano il nido all’età di circa 2 settimane.
In Italia, la tordela è una specie protetta non cacciabile, a differenza di altri paesi europei (come ad esempio la Romania).
Il tordo bottaccio è simile alla tordela, però più piccolo e si riconosce in volo per il sottoala arancione.