Cappuccetto rosso

scritto da Sybil
Scritto 26 giorni fa • Pubblicato 25 giorni fa • Revisionato 25 giorni fa
0 0 0

Autore del testo

Immagine di Sybil
Autore del testo Sybil

Testo: Cappuccetto rosso
di Sybil

Cappuccetto rosso un giorno come un altro
Entrò nel bosco scuro e tenebroso,
Faceva freddo e non c'era un raggio di sole,
Ma lei entrò lo stesso perchè sapeva di dovere.
Era cresciuta ora e aveva imparato
A dominare quasi tutte le sue paure,
Tranne una, la più importante,
Ed era lì proprio per questo.
Respirò forte e continuò a camminare lenta.
Si guardava intorno, cercando un particolare,
Qualcosa che le indicasse la via da percorrere.
Sapeva che lui la seguiva, era dietro di lei,
Invisibile in mezzo alla fitta boscaglia.
Ne avvertiva la presenza, sentiva i suoi occhi su di sè,
Ma non osava girarsi perchè sapeva bene
Cosa doveva accadere adesso e cosa fare.
Non voleva distrarre la mente con pensieri
Che ora erano lontani, non le appartenevano più.
Respirò forte, cercando di riempire i polmoni,
E di tranquillizzarsi, chiudendo un attimo gli occhi,
Ma non funzionva mai, non funzionava più.
Poi vide da dietro un'ombra avvicinarsi,
Non aveva bisogno di voltarsi per sapere chi fosse,
Chiuse di nuovo gli occhi e aspettò in silenzio,
Senza scappare questa volta e mai più.
Sentiva il respiro affannoso, l'aria fermarsi in gola,
Ma non si fermava, continuava a camminare,
Sapeva di dover arrivare alla fine della strada,
Solo così si sarebbe liberata veramente.
La sua mantella rosso vivace si muoveva lenta, ma sicura,
Diventando una vivace macchiolina rossa
In mezzo al verde fitto del denso bosco.
Non pensava a nulla mentre camminava,
Voleva solo arrivare integra oltre quella strada,
Quel maledetto viale che tanto le faceva paura.
Poi vide un'ombra muoversi furtiva là in fondo,
Non lo riconobbe subito, non aveva una forma precisa.
Si avvicinò perchè quella era la strada da percorrere,
Non poteva farne più a meno purtroppo.
Adesso era abbastanza vicina da vedere le sue zanne,
Lui la guardava senza bisogno di dirle nulla,
Con quell'aria a metà fra il deluso e il disgustato,
Lei si accarezzo la cicatrice sul collo coperto,
Ormai vecchia anche se ancora ben visibile,
Un segno indelebile di quel che era stato.
Il dolore arrivò intenso e improvviso,
Ancora una volta, proprio come allora,
Ma questa volta non la trovò impreparata.
Non si abbandonò più senza forze per terra,
Diventando irrimediabilmente una facile preda.
Questa volta radunò rabbiosamente
Tutte le forze che ancora possedeva dentro di sè
E cominciò a correre lontano, più veloce del vento,
Più forte della pioggia, più lontano del cielo,
Il respiro le mancava, ma non si fermava più,
Non si sarebbe fermata mai se fosse stato necessario,
Poi crollò a terra, ma ormai era lontana, era salva,
Aveva superato il confine, ora era al di là,
Ora era fuori dal suo controllo e dominio,
Si era liberata finalmente, scrollata tutto di dosso.
Ora poteva crollare, riposare e ricominciare,
Chiuse gli occhi e il suo era un sonno senza sogni ora.
La paura l'aveva abbandonata per sempre ormai,
Era libera ora, finalmente tranquilla e serena.

Cappuccetto rosso testo di Sybil
12