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Non l'avrei mai detto
sei tu la mia Musa,
un po' sbiadita
dai ricordi del tempo.
I pensieri prendono forma
dopo aver preso la polvere
a lungo, riemergono.
Osservo il sole
in giornate calde
come quella passata con te
inaspettata,
scolorita in mente
come una fotografia.
Chiudo gli occhi e ti penso,
è presto.
È presto
per parlare
per amare,
per sognare.
È presto.
E la penna in mano l'ho presa
ho descritto l'amore,
e ci scrivo il tuo nome
ogni volta che libero la testa.
Sì, libero la testa
dalle mie inesattezze
dalle vite pregresse
dalle false certezze
dalle paure riemerse.
A volte non basta,
altre mi salva,
quella penna
quel foglio
quel gesto,
parte di me
come un braccio,
come un occhio,
come un sospiro affranto,
come un respiro, l'affanno.
E penso a te quando accade,
un filo rosso che ci unisce
percorre le nostre vite
divise a metà.
Un giorno
magari
tra vent'anni
ci rivedremo
e rideremo
di quello che è stato.