E’ diverso il senso, nello scorrere del tempo, del trattenere e del rinchiudere. D’altri è il segreto del divenire senza sosta: tengo per me il pensiero immobile, e lascio andare il gioco a rincorrersi d’albe e tramonti dai finestrini d’un treno senza macchinista. Quand’è onesto, il paesaggio ha occhi grandi come la paura ed orecchie dritte per ascoltare i battiti, s’imbianca all’occorrenza e si infiamma fregando un solo cerino. La verità è un ordigno inesploso: severo rimane lo sguardo riflesso ma l’animo è stanco e non ha più voglia di giocare col fuoco.
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