SETTIMANA SANTA
In città fa caldo, si sviluppa un'aria mistica che ti fa sentire peccatore. Odore di sudori e corpi che si sfregano. Profumi dolciastri e rancidi disturbano le narici.
Immagini e icone di Madonne addolorate ti osservano piene di precetti dalle pareti e dalle finestre. La tua coscienza si sente sempre più in colpa. Hai voglia di fuggire ma in fondo stai bene, la tua anima recepisce la voglia di orgasmi che hai.
Non ti fermare. Continui a camminare mentre il velo si attacca al viso, le labbra lo cercano e lo ripudiano. L'odore di incenso ti è rimasto addosso, ti piace l'odore acre e zuccheroso che emani. Occhi di uomini ti guardano, cerchi la loro voglia. Sei sempre bella. I segni del viso si vedono evidenti, ma sai che sono solo sorrisi, espressioni dei tuoi anni. Non ti importa la tua precoce vecchiaia.
La processione continua, segui il carro che porta la Madonna Immacolata e Addolorata e corri con la mente ai tempi delle lezioni di catechesi. Un prete dall'aria cattiva e rassegnata fa ripetere a memoria i salmi e le Ave Maria, mentre le tue piccole mani fanno scorrere il rosario.
Torni veloce al tuo momento quando una mano stringe la tua pelle. Ti fermi, non cammini. Lui è dietro di te, la processione continua, un fiume di persone ti passa di fianco, senza accorgersi della vostra presenza. I bambini corrono intorno a voi e le sue dita continua ad accarezzare i glutei cadenti e pieni. Vi ritrovate senza neanche accorgervene in fondo alla strada, la tua mano lo cerca. Ti piace l'idea di uno sconosciuto? Potrebbe essere un ragazzino o un vecchio con la rughe che gli solcano la faccia. Girati, ti prego girati.
Lui ti guarda, non credi di averlo mai visto in paese. Età non definibile, comunque né troppo vecchio né troppo giovane. Occhi scavati nel viso, sorriso soddisfatto. Gli stringi la mano e lo porti di corsa nella tua abitazione da vedova affranta vestita di nero. Nessuna vicina pettegola potrà giudicare i tuoi comportamenti, nessuna potrà discutere i tuoi atteggiamenti di donna addolorata. In un attimo gli sei sopra, con il corpo di donna che non si cura, ma bella piena di femminilità mediterranea. Ti toglie il velo e lo butta per terra come segno di deturpazione della tua religiosità. I bottoni vengono liberati ad uno ad uno con fretta. I seni fanno capolino curiosi di essere assaggiati dopo tanto tempo dalla bocca di un altro uomo. Un morso forte, un grido.
E' dentro, con forza, non ti piace, ma lui continua; non sei bagnata, ma lui ti sente soddisfatta. Non ti capisce, sei incompresa. Le sue mani stringono potenti i tuoi polsi. Finalmente ti fai fradicia, è la sua eccitazione a renderti felice. Apri le cosce e gli cingi la vita.
Eccolo, arriva il tuo orgasmo, con voglia e ubriachezza del corpo e dello spirito. Veloce, è già finito.
Si alza, aggiusta la cintura di pelle rovinata e ti guarda, saluta rimettendosi il cappello.
Sei da sola di nuovo. Rivestiti con i tuoi abiti scuri, la processione ti aspetta di nuovo.
I tuoi sandali percorrono di nuovo i sentieri mariani.
Settimana Santa testo di Coscetta di Pollo